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Possibilita' ed autonomia della democrazia nei paesi islamici

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5 democrazia riesce ad affermarsi là ove mancano squilibri e disuguaglianze di grande portata tra i vari gruppi sociali 6 . In aperta critica alle tesi di Lipset, Przeworski e Limongi hanno sostenuto che le democrazie nascono casualmente, vale a dire indipendentemente dai livelli di sviluppo economico, ma tendono a sopravvivere nei Paesi ricchi ed a morire in quelli poveri, in quanto i regimi più poveri risultano maggiormente destabilizzati dalle crisi economiche 7 . In effetti, se tutti i sistemi politici hanno la possibilità di diventare democratici, solo quelli ricchi riescono però a fronteggiare le crisi economiche che nei regimi più poveri chiamano rapidamente in causa lo stesso assetto democratico, le sue istituzioni e le sue regole, addebitandogli l’incapacità di fronteggiare le crisi e di fornirvi una risposta adeguata. In definitiva, se la democrazia appare oggi il solo modello politico- istituzionale praticabile nel mondo occidentale e l’unica vera alternativa a tutte le forme di autoritarismo possibili, non c’è dubbio che essa sia comunque in crisi, in misura maggiore o minore, un po’ dappertutto. E’ una crisi che riguarda la rappresentanza politica, la dimensione costituzionale dello Stato e gli ambiti in cui vengono prese le decisioni. Con premesse di questo genere, che rendono evidente come la questione della democrazia sia ancora aperta all’interno della stessa società occidentale, è chiaro che la questione della possibilità e autonomia della democrazia nei Paesi islamici – che si pone al centro del presente lavoro - non è certo di facile soluzione, considerata anche la diversità delle tradizioni storiche, le difficoltà di rapporti e di reciproca comprensione, e infine le attuali tensioni tra Occidente e mondo musulmano. Molti studiosi che si sono soffermati su questa problematica hanno sottolineato come la democrazia sia un concetto complesso e ambivalente, che per Ralf Dahrendorf può ad esempio essere 6 Questa lettura è ovviamente possibile anche in senso inverso, vale a dire sostenendo che la democrazia mira a ridurre le disuguaglianze socio-economiche, la cui esasperazione potrebbe aprire la strada ad esiti autoritari. 7 Cfr. A. PRZEWORSKI - F. LIMONGI, Modernization: Theories and Facts, in “World Politics”, gennaio 1997, p. 169 sgg. Citato in G. PASQUINO, op. cit., p. 258 sg.

Anteprima della Tesi di Giovanni Carullo

Anteprima della tesi: Possibilita' ed autonomia della democrazia nei paesi islamici, Pagina 5

Laurea liv.I

Facoltà: Sociologia

Autore: Giovanni Carullo Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

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