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Un genocidio rimosso: il porrajmos zingaro

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15 1. CENNI SUL RAPPORTO COL MONDO ZINGARO 1.1 I nomi, le origini e le leggende Se voglio tradurre il termine italiano “zingari” nelle varie lingue parlate in Europa, consulto i dizionari corrispondenti; sembra non sussistano problemi: ogni lingua ha almeno un lessema che corrisponde a quello italiano. Eppure un’analisi semantica univoca sembra impossibile: quali sono i tratti minimi di significato, i sèmi necessari e sufficienti che concorrono alla denotazione di “zingari”? Non ce ne sono. Nessun tratto è indispensabile: non “nomadismo” (…), non “parlanti una lingua diversa” (…), non “l’abbigliamento particolare” (…), non certi tratti somatici (“pelle scura” …), non i “mestieri” eccetera. LEONARDO PIASERE, Un mondo di mondi, 1999, pag. 42. La categoria “zingari” non è nient’altro che una costruzione, appunto un eteronimo, cioè una parola attraverso cui noi identifichiamo un gruppo percepito come altro, diverso dal nostro d’appartenenza. Come sostiene il maggiore esperto ziganologo italiano, l’antropologo Leonardo Piasere, sia gli zingari sia i non zingari sono due idealtipi, il frutto di costruzioni sociali create e radicate nel corso dei secoli. Proprio sull’alterità si fonda l’identità, se non avessimo l’opportunità di incontrare il distante, il distinto da noi, non sarebbe affatto possibile venire a conoscenza della propria identità.

Anteprima della Tesi di Fabrizio Scarponi

Anteprima della tesi: Un genocidio rimosso: il porrajmos zingaro, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Fabrizio Scarponi Contatta »

Composta da 245 pagine.

 

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