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Sviluppo di software Java ad alte prestazioni e realizzazione di una suite di benchmarks per J2ME e J2SE orientati al DSP

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CAPITOLO 1 - Il linguaggio Java e la Java Virtual Machine Tipi di dato non primitivi: i reference. In Java, la creazione di un oggetto appartenente ad una data classe, avviene in due fasi: la dichiarazione e l’inizializzazione. Nella prima, si utilizza una sintassi del tipo: NomeClasse NomeOggetto; mentre, per l’inizializzazione la sintassi da seguire è di seguito riportata: NomeOggetto = new NomeOggetto(); dove si ricorre alla keyword new. Come si vede, la fase di dichiarazione di un oggetto è del tutto simile a quella di un tipo di dato primitivo. Il nome che si assegna all’oggetto è detto “reference”, dato che non si può considerare propriamente una variabile contenente il dato stesso. La definizione esatta di reference cambia in base alla piattaforma, però, convenzionalmente, si tende a definirlo come una variabile contenente principalmente le due seguenti informazioni: un indirizzo che punta all’area di memoria contenente l’oggetto istanziato ed il suo intervallo di puntamento, il quale ci consente di poter accedere all’interfaccia pubblica dell’istanza (ossia a tutti i membri pubblici dichiarati nella sua classe di appartenenza). Quindi, alla luce di ciò che si è appena detto, le seguenti due assegnazioni portano a risultati differenti: NomeClasse NomeOggetto1 = NomeOggetto2; Tipo dato1= dato2; Infatti, nel primo caso entrambi i reference punteranno al medesimo oggetto, per cui, qualunque modifica sia apportata tramite un reference sarà verificabile anche tramite l’altro, mentre, nel secondo caso, le due variabili assumeranno il medesimo valore pur rimanendo completamente indipendenti e, nel caso in cui una di esse fosse modificata, l’altra non subirebbe variazioni. In Java, bisogna poi porre particolare attenzione all’operazione del passaggio di parametri all’atto dell’invocazione di un metodo. Infatti, tale operazione avviene sempre per valore e, quindi, ciascun parametro otterrà soltanto una copia della variabile da passare. Questo comporta che il valore in essa contenuto rimarrà invariato anche dopo l’esecuzione del metodo in questione. A questo punto bisogna effettuare, però, una distinzione tra il caso in cui la variabile da passare sia di tipo primitivo, dove le eventuali modifiche all’interno del metodo lasceranno invariato il dato contenuto nella variabile presente all’esterno, e quello in cui essa sia di tipo reference, dove, attraverso il metodo invocato, si potranno effettuare anche variazioni agli attributi dell’oggetto referenziato, che in tal caso rimarranno anche una volta ritornati al metodo chiamante. Due importanti tipi reference sono le stringhe e gli arrays. Infatti, in Java le stringhe, a differenza dalla maggior parte dei linguaggi di programmazione, non sono arrays di caratteri (char), ma oggetti veri e propri. Lo stesso discorso vale anche per gli arrays che, essendo una collezione di dati (di tipo primitivo, di tipo reference oppure di altri array), sono anch’essi degli oggetti. I concetti base, su cui si fonda il paradigma orientato agli oggetti di Java, sono:  Incapsulamento;  Ereditarietà;  Polimorfismo.

Anteprima della Tesi di Leonardo Minnozzi

Anteprima della tesi: Sviluppo di software Java ad alte prestazioni e realizzazione di una suite di benchmarks per J2ME e J2SE orientati al DSP, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Leonardo Minnozzi Contatta »

Composta da 268 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.