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Aspetti problematici della normativa costituzionale sullo stato di guerra

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11 marxista 12 mentre i repubblicani ed il Partito d'Azione erano animati da ideali di tipo federalista. Questi complessivi orientamenti di tipo internazionalistico ebbero i loro riflessi, ovviamente, anche in riferimento alla guerra. Con l'avvento della repubblica democratica, tramonto' infatti la concezione -tipica dello Stato assoluto, di quello liberale e di quello fascista- della politica estera come oggetto di massima discrezionalita' del sovrano, anche per quanto concerneva l'uso della forza al fine di praticare una politica di potenza. 13 Posta questa premessa, e' possibile comprendere in maniera corretta la portata dell'art. 11 Cost., il quale "si pone, in tutti i sensi, come parametro supremo di ogni attivita' che incida sulla pace e sulla guerra, come pure (con riferimento particolare alla seconda e alla terza proposizione) su ogni e qualunque attivita' di politica internazionale". 14 In pratica, con l'adozione dell'articolo in parola, 12 E' stato osservato come i deputati comunisti abbiano inizialmente proposto, circa il concetto di guerra, un criterio basato sulla gia' criticata distinzione tra guerre giuste ed ingiuste, le prime essendo non solo quelle di difesa ma anche quelle di liberazione nazionale, volte cioe' a liberare i popoli da regimi oppressivi (in particolare, dal giogo coloniale). Questa posizione fu pero' abbandonata di fronte al prevalere dell'istanza maggioritaria, poi tradotta nel testo costituzionale (cfr. A. Cassese, op. ult. cit., pag. 465). 13 Cfr. U. Allegretti, Profilo di storia costituzionale italiana, Bologna, 1989, pagg. 115-130. Di interesse al riguardo e' anche cio' che scrive L. Chieffi: "L' art. 11 Cost. rappresenta, altresi', l'abbandono della nozione di lotta armata ... come attivita' attraverso cui esprimere l' 'ideale eroico' di un popolo o favorire il progresso della societa'. Quest'ultima interpretazione rifletteva un orientamento largamente diffuso tra gli studiosi delle relazioni internazionali di inizio secolo, secondo cui lo svolgimento della guerra avrebbe potuto agevolare la circolazione tra le genti di nuove idee e modelli istituzionali che, nonostante immessi con l'uso della forza, potevano in seguito diventare 'elementi di pace e germi fecondi di svolgimenti ulteriori'. " (cfr. L. Chieffi, Il valore costituzionale della pace, Napoli, 1990, pag. 119). 14 Cfr. U. Allegretti, Guerra del Golfo e Costituzione, in: Foro It., V, 1991, pag.384.

Anteprima della Tesi di Paolo Ettore Della Bianca

Anteprima della tesi: Aspetti problematici della normativa costituzionale sullo stato di guerra, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Paolo Ettore Della Bianca Contatta »

Composta da 129 pagine.

 

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