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Diffamazione a mezzo stampa e diritto di cronaca

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Indice 14 La Cassazione ha inteso l’assenza dell’offeso non come assenza fisica ma come impossibilità di percepire direttamente l’offesa e di difendersi. 15 Quanto alla pluralità delle persone a cui avviene la comunicazione essa viene intesa nel senso che deve raggiungere almeno due persone. La giurisprudenza afferma che si realizza diffamazione anche quando la comunicazione non avviene simultaneamente, potendo la stessa avvenire in diversi momenti, purché sia rivolta a più persone. 16 La comunicazione a più persone, quale elemento costitutivo della diffamazione, si individua anche quando l’agente comunica l’offesa ad una persona perché questa a sua volta la comunichi ad altri, mentre è da escludersi quando l’offesa sia trasmessa ad altri di propria iniziativa dalla persona alla quale è stata comunicata. 17 Si configura il delitto di cui all’art. 595 c.p anche quando l’offesa sia contenuta in un telegramma poiché questo è per sua natura trasmesso a più persone. Le circostanze aggravanti del delitto di diffamazione sono indicate nei commi successivi al primo dell’art. 595 e si identificano nell’attribuzione di un fatto determinato, nella diffamazione avvenuta col mezzo stampa e nell’offesa recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario. La ratio dell’aggravante del fatto determinato sta nella maggiore attendibilità, nella maggiore concretezza e ricchezza di dettagli con la quale l’azione disonorevole viene presentata cui deriva una maggiore lesività dell’altrui reputazione. Esiste in merito alla definizione di fatto determinato una giurisprudenza contrastante: in alcune pronunce l’attribuzione di un fatto determinato ricorre ogniqualvolta il fatto sia individuato da particolari circostanze di luogo, tempo e di persone 18 , mentre secondo un diverso orientamento per fatto determinato deve intendersi un fatto concretamente individuabile nelle linee essenziali sia pure senza indicazione di particolari e dettagli. Appare incontroverso in giurisprudenza e in dottrina, che il mezzo stampa integri una circostanza aggravante del reato di diffamazione. La ratio dell’aggravante sta nella maggiore insidiosità e diffusività del mezzo stampa e quindi nella maggiore offensività della condotta diffamatoria. 15 Cass. 16 Gennaio 1957, Giustizia penale 1957,390. 16 Cass. 11 novembre 1983, Cassazione penale 1985,338. 17 Cass. 16 dicembre 1980, Cassazione penale 1982,724. 18 Cass. 6 dicembre 1971, Cassazione penale 1971, 832. Fattispecie in cui in tema di diffamazione a mezzo stampa è stata esclusa l’aggravante nell’uso delle espressioni <> non accompagnata dall’indicazione di specifici atti o fatti individuati concretamente.

Anteprima della Tesi di Rachele Campanini

Anteprima della tesi: Diffamazione a mezzo stampa e diritto di cronaca, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Rachele Campanini Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

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