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Il diritto di accesso ai documenti amministrativi

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7 Restava, tuttavia, irrisolto un problema essenziale, che ha caratterizzato anche in epoche successive la problematica dell’accesso ai documenti dell’amministrazione, vale a dire la mancanza di una norma per distinguere, negli archivi pubblici, gli atti che erano destinati alla pubblicità, e quelli che non lo erano. Di conseguenza, non essendo specificato dalla legge quali fossero gli atti o documenti che dovessero restare segreti, era compito dell’interprete vagliare, caso per caso, ed approfondire se l’obbligo della segretezza dipendesse dalla natura del fatto o del documento, dalla disposizione di una legge, o dall’ordine di un superiore diretto ed immediato. 13 Sostanzialmente, nella nuova disciplina veniva seguita la tendenza alla secretazione, che aveva caratterizzato gli stati pre-unitari, ed, infatti, se, da un lato, in questo periodo gli atti della pubblica amministrazione erano quasi generalmente assoggettati ad un regime di non conoscibilità, dall’altro, va comunque specificato che gli atti depositati negli archivi di Stato erano pubblici, ad eccezione di quelli confidenziali e segreti fin dall’origine, che contenessero informazioni e giudizi sulla vita di determinate persone. Il segreto d’ufficio fu poi contemplato nel Regio Decreto del 22 novembre 1908 n. 693, che approvava il testo delle leggi sullo stato degli impiegati civili, provocando l’intervento critico di chi affermava che: “dove un interesse pubblico superiore non imponga un segreto momentaneo, la casa dell’Amministrazione dovrebbe essere di vetro”. 14 Nel R.D. del 1908 erano ricompresse tre disposizioni importanti relative alla violazione del segreto d’ufficio, vale a dire gli articoli 51, 53, e 54. L’articolo 51, infatti, al quarto comma, lettera d), disponeva la sospensione dallo stipendio e dall’incarico per l’impiegato civile che non avesse osservato il segreto d’ufficio, anche se tale inosservanza non avesse comportato conseguenze dannose. La seconda norma, l’articolo 53, prevedeva, invece, che la violazione colposa del segreto d’ufficio, nell’ipotesi in cui avesse arrecato pregiudizio allo Stato o ai privati, comportasse la revoca dall’impiego per l’impiegato colpevole della violazione. L’articolo 54, infine, disciplinava la 13 G. Arena, op. cit. , p. 96. 14 P. Calandra, Storia dell’amministrazione Pubblica in Italia, Bologna, 1978, p. 190.

Anteprima della Tesi di Maurizio Ancona

Anteprima della tesi: Il diritto di accesso ai documenti amministrativi, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Maurizio Ancona Contatta »

Composta da 196 pagine.

 

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