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L'indebolimento permanente di un senso o di un organo nelle lesioni personali

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Nel primitivo diritto canonico della Chiesa Cattolica si menzionavano, quali lesioni personali, l’indotta mutilazione delle mani e dei piedi e l’asportazione degli occhi. Le legislazioni statuarie non fecero altro che seguire il sistema previsto dalle leggi barbariche. Lo Statuto di Susa (anno 1253), irrogava la pena di 50 soldi per percosse senza arma che avessero prodotto spargimento di sangue. Lo Statuto di Corneto 15 lire per ferite senza sangue alla faccia con armi, con sangue 25 e 50 se residuava cicatrice e non dissimilmente gli Statuti di Lucca, del Cadore, di Modena e Bologna. Tale sistema fu seguito anche dopo il periodo feudale. Nelle legislazione succedute a quelle medioevali, la specificazione delle lesioni personali andò progressivamente avvicinandosi a quella contemporanea tantochè in Francia il codice penale del 1791 prevedeva le ferite, che, giusta attestati legali della persona dell’arte, avessero arrecata per più di 40 giorni incapacità ad alcun lavoro personale, nonché più gravi lesioni punite con più rilevante sanzione penale nel caso in cui vi fosse rottura per la perdita dell’uso completo di un occhio, o di un membro. o per mutilazione di qualche parte della testa e del corpo; massimo della pena per la perdita dell’uso assoluto delle due braccia e delle due gambe. Nel sec. 1787 Giuseppe II, imperatore austriaco fautore di una grande politica riformatrice, promulgò un nuovo codice penale nel quale, oltre ad abolire la tortura e a limitare la pena di morte, stabilì per i ferimenti la prigionia da un mese a otto anni; per le mutilazioni, invece, il carcere duro e il lavoro pubblico. Sistema analogo era stato adottato da Pietro Leopoldo di Toscana, Granduca di Toscana, nel 1786. Il successivo codice francese del 1810 contemplava le ferite o le percosse volontarie ed altre violenze o vie di fatto che abbiano dato luogo a malattia o incapacità di lavoro per più di 5 giorni od a malattia o incapacità per più di 20 giorni. Gravissima la pena per l’evirazione che consisteva nei lavori forzati a perpetuità e, se l’offeso per la subita castrazione fosse deceduto entro 40 giorni dal fatto, la morte.

Anteprima della Tesi di Gabriele Caputo

Anteprima della tesi: L'indebolimento permanente di un senso o di un organo nelle lesioni personali, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Gabriele Caputo Contatta »

Composta da 231 pagine.

 

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