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L'indebolimento permanente di un senso o di un organo nelle lesioni personali

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Secondo la definizione data dalla Corte suprema di giustizia di Napoli con sua decisione del 30 gennaio 1824, “Lo storpio è, secondo il comune linguaggio, l’essersi renduta permanentemente viziosa una parte della costruzione fisica del corpo umano, o l’essersi in tutto o in parte permanentemente debilitata l’umana agibilità”. Per un sovrano Decreto, emanato il dì 5 gennaio 1840, sono considerate gravi anche le percosse e le ferite giudicate pericolose di sfregio, che viene dalla Giurisprudenza di Napoli ritenuto alla stregua di storpio. Il quale storpio, sia per una Circolare del 3 gennaio 1838, emanata dal Ministro di grazia e giustizia a tutti i procuratori generali criminali del regno, sia per quanto stabiliva il sopra allegato Decreto reale, venne pareggiato allo sfregio: “Per esecuzione degli articoli 356 e seguenti (qui sopra riportati) oltre la perizia che si eseguisce nel principio dell’istruzione sulle percosse e ferite con pericolo di vita o di storpio, dovrai farsene altre onde certificare l’esito del pericolo, e così determinare la natura del procedimento e la pena. Sarà opportuno di eseguire la seconda perizia nel vigesimo giorno dopo quello delle offese; giacché ordinariamente dopo questo intervento non si può conoscere il risultato. Se nel vigesimo giorno si trovi sussistente il pericolo, si procederà alla terza perizia nel giorno quarantesimo, posteriore a quello delle offese. La seconda e la terza perizia si eseguiranno prima dei termini sopra stabiliti, allorquando antecedentemente cessi il pericolo o accada lo storpio, la mutilazione o la morte dell’offeso. Quindi le autorità incaricate dell’istruzione dovranno procurare di avere spesso notizia sull’esito del pericolo, ad oggetto di regolare l’epoca di dette perizie ecc.” Tale era la prescrizione della Circolare 8 gennaio 1820, emanata dal Ministero della giustizia e di grazia ai procuratori generali delle corti criminali del regno di Napoli.
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Informazioni tesi

  Autore: Gabriele Caputo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Andrea Gentilomo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 231

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582 c.p.
583 c.p.
codici
indebolimento
legale
lesioni
maticazione
medicina
permanente
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