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La potestà statutaria: il caso Calabria

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11 Consiglio 23 . Il nuovo sistema consentiva il raggiungimento di tale soglia, al gruppo di liste collegate ad un candidato alla Presidenza della Giunta con il maggior numero di voti. Per rendere possibile tale meccanismo la legge consentiva da un lato di “giocare” sulla distribuzione del quinto dei seggi attribuito a livello regionale e, dall’altro, di attribuire i seggi in sovrappiù alla lista vincente per consentire il raggiungimento della suddetta soglia. Naturalmente il “premio di maggioranza” era attribuito alle liste collegate che ottenevano la maggioranza relativa a livello regionale. Venne, oltretutto, reso variabile il numero di consiglieri attribuiti a ciascuna Regione utilizzando a tal fine la riserva di legge di cui all’articolo 122, primo comma, della Costituzione 24 . Per salvaguardare la maggioranza espressa a tutela dagli elettori mediante tale insieme di meccanismi l’articolo 8 della l. 143/1995 stabilì che la durata della legislatura regionale sarebbe stata ridotta ad un biennio. Tutto questo accadeva solo nel caso in cui il rapporto tra il Consiglio e la Giunta regionale era messo in crisi nei primi due anni della legislatura consiliare. Venne così introdotta nell’ordinamento una norma di dubbia costituzionalità sotto tre diversi punti di vista: 1) per un eccesso di potere legislativo nell’esercizio della competenza a fissare la durata della legislatura regionale; 23 Era portata al cinquantacinque per cento la lista che otteneva meno del cinquanta per cento dei voti, al sessanta la lista che avesse ottenuto tra il quaranta e il cinquantacinque per cento dei voti (art. 3.2 n. 7 e 8). 24 Sulle variazioni affettivamente verificatesi nel 1995 v. C. FUSARO, La legge elettorale, Roma, 1996, 293, nt. 124.

Anteprima della Tesi di Alessandro Peca

Anteprima della tesi: La potestà statutaria: il caso Calabria, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alessandro Peca Contatta »

Composta da 235 pagine.

 

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