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La potestà statutaria: il caso Calabria

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13 3: La forma di governo nella legge costituzionale 1/1999. Il progetto di riforma presentato dai Democratici di Sinistra nel novembre del ’98, che avrebbe portato in seguito alla legge cost. 1/1999, nasceva principalmente dall’incompletezza della razionalizzazione operata con la l. 43/1995 (come visto nel paragrafo precedente). Tale progetto si limitava a sostituire l’articolo 121.1 della Costituzione con una disposizione che prevedeva l’elezione diretta del Presidente della Giunta e la facoltà, per lo stesso, di nominare e revocare i membri dell’Esecutivo regionale. La proposta di riforma in questione era poi affiancata da una norma transitoria. Quest'ultima era volta a regolare il sistema di elezione del Presidente fino all’entrata in vigore dei nuovi Statuti mediante l’ulteriore previsione di nuove elezioni presidenziali e consiliari nel caso di sfiducia o dimissioni del Presidente. Accanto a questo “nucleo duro” originario, la riforma venne poi estesa a due istituti connessi: da un lato la disciplina dello scioglimento anticipato del Consiglio regionale 27 ; dall’altro, soprattutto, il procedimento di formazione, il contenuto ed i limiti dello Statuto ordinario 28 . 27 Determinato da cause endogene rispetto al funzionamento della forma di governo: esigenza che era stata alla radice dell’art. 8 della l. 43/1995 e della legge “antiribaltini” esaminata dalla Camera negli ultimi mesi del 1999. 28 Estensione connessa all’idea di consentire alle varie Regioni scelte autonome in relazione alle modalità di rapporto fra i loro organi supremi, demandando in toto allo Statuto la scelta della propria forma di governo.

Anteprima della Tesi di Alessandro Peca

Anteprima della tesi: La potestà statutaria: il caso Calabria, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alessandro Peca Contatta »

Composta da 235 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.