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La potestà statutaria: il caso Calabria

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4 Alcuni propendevano per la sostituzione del modello assembleare con quello dell’elezione diretta del Presidente della Giunta 9 ; altri, invece, spingevano per la completa abrogazione degli articoli 121 e 122, sostenendo che la forma di governo sarebbe stata, in questo modo, interamente regolata dall’autonomia statutaria, con il solo limite dell’armonia con la Costituzione 10 . Una successiva ipotesi di riforma presa in considerazione fu quella basata su un più complesso rapporto tra Costituzione e Statuti. Fu lasciato, infatti, allo Stato la possibilità di definire una serie di soluzioni alternative, fra i quali le Regioni avrebbero dovuto scegliere. Nonostante il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva si astenesse dal presentare al Parlamento una proposta unitaria, da essa emergeva la consapevolezza che una correzione della forma di governo regionale avrebbe dovuto avere ad oggetto non solo le scelte statutarie, ma la stessa disciplina costituzionale. Il primo rilevante tentativo di riformare le norme costituzionali relative al sistema regionale di governo fu compiuto nel biennio finale della X legislatura. La riforma proposta nel c.d. “progetto Labriola” 11 conteneva nell’articolo 15 il testo che avrebbe dovuto aggiungersi all’articolo 122 della Costituzione. 9 Sì v. l’intervento di Serio Galeotti nella seduta del 24 ottobre 1989, che propose l’adozione del modello del governo di legislatura (CAMERA DEI DEPUTATI, Forme di governo regionale, pag. 85). 10 Questa posizione fu sostenuta con nettezza da Massimo Severo Giannini (che per proponendo l’ampliamento dell’autonomia statutaria suggeriva per il sistema elettorale il ricorso al sistema maggioritario per collegi uninominali: v. CAMERA DEI DEPUTATI, Forma di governo regionale, pag. 7- 8) e in materia più sfumata da Valerio Onida (ivi, pag. 40). Si espressero criticamente su tale posizione Livio Paladin e Giuliano Amato (ivi, pag. 59-60 e pag. 67). 11 Si tratta del disegno di legge costituzionale Camera n. 4487 (X legislatura) che dopo aver ottenuto il voto favorevole da parte del Senato, su un testo che non si occupava del sistema regionale, fu approvato dalla Commissione affari costituzionali della Camera, ma non giunse in porto per la fine della legislatura.
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La potestà statutaria: il caso Calabria

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Peca
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giovanni Di Cosimo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 235

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