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Il Lavoro dei minori e l'Apprendistato

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15 Pertanto, una valutazione meramente soggettiva condotta dal datore sul pari valore della mansione dovrebbe essere esclusa, ed il rendimento, di conseguenza, dovrebbe essere considerato un elemento estraneo al rapporto di lavoro, poiché la retribuzione va correlata alla prestazione di energie lavorative erogata per un certo tempo e non anche al risultato conseguito con essa. Questo principio, qualora violato, comporterebbe una differenziazione delle retribuzioni presuntivamente fondata sull’età, e quindi in contrasto con il principio di uguaglianza espresso dalla Costituzione. Viceversa, non si dovrebbe escludere la possibilità di comparare i singoli lavoratori ricercando ogni elemento che possa influire sul loro valore e sulla capacità degli stessi di svolgere le mansioni loro affidate, purché un tale accertamento “sia condotto in modo uguale, cioè con gli stessi criteri”, come nel caso in cui, ad esempio, si valutino le diverse qualità tecniche e professionali della prestazione resa. 17 17 OLIVELLI, Sulla parità del trattamento retributivo dei minori e dei maggiorenni, in Giust. Civ., 1981, I, 2712.

Anteprima della Tesi di Lorenzo Fabri

Anteprima della tesi: Il Lavoro dei minori e l'Apprendistato, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Lorenzo Fabri Contatta »

Composta da 173 pagine.

 

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