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Analisi storica e situazione attuale della presenza del lupo (canis lupus) in Val Susa (provincia di Torino)

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DISCUSSIONE Il lupo popolava tutta l’Europa continentale alla fine del XVIII secolo. Un secolo e mezzo dopo era estinto in tutta l’Europa centrale e settentrionale: sopravviveva soltanto in ridotte popolazioni relegate nelle aree più impervie di Portogallo, Spagna, Italia, Grecia, Jugoslavia e Scandinavia (Breitenmoser, 1998). In Italia il lupo ha seguito lo stesso destino: era diffuso in tutta la penisola - con l’eccezione della Sardegna - fino alla metà dell’Ottocento (Cagnolaro et al. 1974). Intorno al 1970 era rimasto solo nelle aree più selvagge dell’Appennino centro-meridionale e dell’area tirrenica tosco-laziale (Cagnolaro et al. 1974; Zimen e Boitani, 1975). Nelle Alpi occidentali il lupo è rimasto fino ai primi decenni del 1900 (Brunetti, 1984). L’ultimo lupo ucciso in Piemonte è probabilmente quello ritratto in una foto del 1921 a Mondovì (AA.VV. Piemonte Parchi, 1997). In Alta Val Susa ancora alla fine della Prima Guerra Mondiale lavoravano dei “lupari” (Brunetti, 1984), anche se l’ultima uccisione documentata in atti ufficiali risale al 1835. Alla fine degli anni ‘70 del Novecento il lupo inizia a recuperare terreno. Nel 1973 è tra Emilia e Toscana. Per tutti gli anni ’80 del Novecento aumentano le notizie e i ritrovamenti lungo la dorsale appenninica, anche verso sud (Maiella, Sila, Pollino, Aspromonte). Nel 1985 è avvistato nell’Alessandrino, nel 1987 dietro San Remo (IM). Nel 1992 supera il confine e raggiunge il Mercantour in Francia (AA.VV. KORA, 2005). Nel 1994 è segnalato per la prima volta in Provincia di Torino, e nel 1997 viene accertata la prima riproduzione (Bertotto e Luccarini, 1999). Oggi ha raggiunto la Val d’Ossola e il Canton Vallese (CH), dove è presente anche se non in maniera stabile. Le analisi genetiche degli ultimi anni hanno dimostrato la stretta parentela tra i lupi che hanno ricolonizzato le Alpi occidentali e quelli che vivono in centro Italia (Scandura et al. 2001; Randi e Fabbri, 2001; Randi 2003). Le cause dell’estinzione del lupo si possono ricondurre a tre fattori principali: uccisione diretta, riduzione e scomparsa del suo habitat, riduzione e scomparsa delle sue prede. A loro volta questi fattori possono essere riuniti in una unica voce: la presenza diffusa sul territorio montano dell’uomo e delle sue attività economiche (Breitenmoser, 1998). Le ragioni del ritorno del lupo alla fine del XX secolo sono strettamente legate alla estinzione delle cause che ne hanno determinato la scomparsa. Queste sono nuovamente tutte dipendenti dalla presenza umana sul territorio montano e alpino, ma in questo caso in senso regressivo. In tutta Italia un forte processo di inurbazione ha allontanato gli abitanti dalle montagne a partire dal secondo dopoguerra. La Val Susa non ha fatto eccezione, risentendo come altre vallate piemontesi dell’ineludibile richiamo industriale rappresentato dalla Torino della ricostruzione (AA.VV. ISTAT, 2003). Ha infatti dimezzato i propri abitanti in meno di un secolo, passando da 21.248 nel 1861 a 10.455 nel 1961.
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Analisi storica e situazione attuale della presenza del lupo (canis lupus) in Val Susa (provincia di Torino)

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Informazioni tesi

  Autore: Luca Giunti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Naturali
  Relatore: Guido Badino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 144

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