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Comunicazione politica e processo elettorale: uno studio sulle elezioni del 1996 e del 2001

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11 l’inaugurazione di colossali opere pubbliche oppure per celebrare l’anniversario della rivoluzione. Anche nell’Unione Sovietica la propaganda durante la guerra dovette necessariamente concentrarsi sulle altalenanti sorti del conflitto, per tenere alto il morale delle truppe e della popolazione, costretta a sopportare immani sacrifici e disagi, e per ribadire la natura difensiva della partecipazione sovietica al conflitto, contro i mostri aggressori nazista e fascista. Stalin attraverso la radio parlava spesso al suo popolo che lo ascoltava nelle fabbriche e nelle case, così come già avevano fatto Churchill, Roosevelt e altri capi di governo dei Paesi belligeranti. Ecco cosa disse ai suoi cittadini, all’indomani dell’attacco tedesco, il 22 Giugno 1941: “Questa non è una guerra normale, è la guerra di tutto il popolo russo, non solo per eliminare il pericolo che incombe sulle nostre teste, ma per aiutare tutti i popoli schiacciati sotto il peso del nazismo” 11 . Soprattutto nei momenti più difficili Stalin utilizzerà la radio per spingere il suo popolo alla resistenza ad oltranza contro i nazifascisti. Stati Uniti Discorso diverso va fatto per gli Stati Uniti d’America, dove il compito dei media non era ovviamente finalizzato ad una campagna di consolidamento di un regime dittatoriale, ma legato al momento elettorale o in genere al dibattito politico proprio di ogni contesto democratico. Gli Stati Uniti d’America erano, a livello mondiale, uno dei Paesi dove i media erano più diffusi. Con 26 milioni di apparecchi radio negli anni ’30, contro il milione in Italia, erano anzi il Paese con la più ampia radiodiffusione 12 , dunque con un sistema mediatico capace di un’influenza non indifferente. A conferma di quanto si è accennato più sopra, si può citare il caso della campagna elettorale presidenziale del 1932, durante la quale il candidato democratico F. D. Roosevelt utilizzò la radio in modo massiccio e pressoché continuativo per pubblicizzare il suo programma di politica economica, il cui obiettivo primario era il risanamento del Paese dopo la crisi del 1929. La buona riuscita del suo piano, denominato New Deal (Nuovo Corso), fu così in gran parte attribuita alle “conversazioni nel canto del fuoco” tenute dall’aspirante presidente, che ne poté illustrarne in tutta tranquillità i punti salienti con argomentazioni che alla fine risultarono vincenti e diedero un’enorme popolarità a lui e al suo progetto. Tanto più che la radio americana non operava in regime di monopolio, il che ribadisce ancora meglio la bravura di Roosevelt, il quale ebbe quindi il merito di ridurre notevolmente la forza della propaganda delle stazioni radio a lui ostili. E’ oltretutto a partire proprio da quegli anni che negli Stati Uniti si radica il convincimento di dover tenere in maggiore considerazione l’opinione pubblica, da cui consegue la necessità di porre in essere uno studio scientifico su di essa, ragione per cui iniziano a diffondersi i sondaggi d’opinione 13 . Nel 1935, infatti, George Gallup fonda l’“American Institute of Public Opinion” e vari studiosi due anni dopo fondano la “Public Opinion Quarterly”. Da allora il sondaggio di opinione sarà una pratica molto diffusa negli Stati Uniti e sarà riconosciuto da molti come lo strumento di maggiore democratizzazione della politica, di espressione della vox populi. Lo stesso Gallup dichiarò che questo tipo di impiego del sondaggio poteva contribuire a che il sistema politico diventasse meno elitario 14 . In realtà poi queste convinzioni sulla valenza 11 G. Bisiach, Le grandi Battaglie: la battaglia di Leningrado, film documentario degli archivi RAI. 12 P. Ortoleva, Mass media. Nascita ed industrializzazione, Firenze, Giunti, 1995, p. 157. 13 Cfr. anche paragrafo sui sondaggi d’opinione, p. 26. 14 F. Amoretti, La comunicazione politica, Roma, N.I.S., 1997, p. 119.
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Comunicazione politica e processo elettorale: uno studio sulle elezioni del 1996 e del 2001

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Informazioni tesi

  Autore: Marcello Floris
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Fulvio Venturino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

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