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Dissesto e manutenzione del territorio: emergenza o prevenzione?

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12 DISSESTO E MANUTENZIONE DEL TERRITORIO: EMERGENZA O PREVENZIONE? d) abbandono di terreni agricoli collinari e montani per l’esodo rurale, per cui una volta venuta a mancare l’assidua e capillare opera di presidio e manutenzione dell’ agricoltore, i processi distruttivi naturali riprendono il sopravvento su un ambiente che non è più quello naturale bensì è stato reso artificiale e quindi meno complesso: infatti quanto più complessi sono gli ecosistemi tanto più risulta stabile la struttura degli stessi (Malcevschi, 1991) e) disboscamento o eliminazione delle associazioni vegetali spontanee e in generale distruzione della copertura vegetale efficace per la protezione del suolo, in terreni predisposti a una erosione accelerata per clima sfavorevole, per pendenza eccessiva e per scadenti caratteristiche geotecniche con conseguenti dissesti idrogeologici. Fra i più importanti si trovano gli effetti agronomici indotti dall’abbandono delle opere di stabilizzazione dei pendii, dalle tecniche agricole improprie e dalle modifiche della copertura vegetale. 2.3.1. Effetti indotti dall’ abbandono delle opere di stabilizzazione dei pendii, dalle tecniche agricole improprie e dalle modifiche della copertura vegetale 2.3.1.1. Abbandono delle opere di stabilizzazione dei pendii Nel nostro Paese il rapporto uomo-territorio è stato sempre caratterizzato da un ampia utilizzazione del suolo, sino alla colonizzazione delle terre marginali (terreni sfavoriti dal punto di vista fisico). Specialmente a partire dai primi anni del 1900, ma la tendenza è continuata anche nel periodo tra le due guerre mondiali, si verificò la cosiddetta “fame di terre da coltivare”, a causa dell’ incremento demografico e del crescente fabbisogno di derrate alimentari in seguito a un miglioramento del tenore di vita. Terreni fino allora scartati furono dissodati e messi a coltura. Un elevata percentuale di questi terreni era stata salda sino ad allora essendosi costituito un delicato equilibrio fra clima, vegetazione e suolo. Tale equilibrio venne sostituito da uno nuovo assai artificioso, ottenuto a costo di incredibili sforzi, e mantenuto in modo precario solo grazie alla presenza continua e attenta dell’ agricoltore o del montanaro. Ma nel secondo dopoguerra, a partire specialmente dagli anni Cinquanta, questo equilibrio ha subito un profondo sconvolgimento. Infatti, a causa della bassissima redditività delle aree marginali, in presenza di un agricoltura caratterizzata da una conduzione arretrata delle terre,
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Dissesto e manutenzione del territorio: emergenza o prevenzione?

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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Cecconi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
  Relatore: Federico Preti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 81

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frane
idrogeologico
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erosione superficiale
fabbisogno economico
piano nazionale di difesa del territorio
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