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Exceptio doli e iudicia bonae fidei

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6 Anche qui però, negli studi che hanno affrontato il problema 12 , si è riconosciuta l‘inerenza ricollegandola ad una confusione tra bona fides ed aequitas e giungendo a porre, in tal modo, sullo stesso piano i giudizi di buona fede con quelli in bonum et aequum 13 . Esemplare a tal riguardo è l‘opera di Emilio Costa interamente dedicata al problema dell‘exceptio doli 14 , che intitola il capitolo in cui tratta dell‘argomento specificamente ―La volonta‘ nei negozi di buona fede‖ 15 , in cui presenta i casi di applicazione dell‘exceptio doli nel iudicium bonae fidei 16 lasciando intendere che però si tratta di un‘inserzione informale e non dell‘inserimento del modulo grafico 17 . 12 Il Savigny, in primis, riconosce in definitiva la buona fede come assenza di mala fides, poichè spetta a chi si oppone in giudizio dimostrare la mala fides avversaria, con ciò giungendo alla conclusione più avanti che la buona fede è l‘aspettativa che la parte è autorizzata ad avere nei riguardi dell‘altra, cfr. F. Savigny, Sistema, trad. cit. V, p. 303; K. Birkmayer, Die exceptionen im bonae fidei iudicium, Erlangen, 1874 p. 94; E. Cuq, Institutions juridiques des romains 2, Paris, 1928, p. 416 nt. 6. 13 Cfr. anche la dottrina successiva che prende spunto dagli approdi pandettistici tra cui C. Zevenbergen, Karakter en geschiedenis der iudicia bonae fidei, Amsterdam, 1920, di impostazione prettamente storica; L. Wenger, Istituzioni di procedura civile romana, traduz. Orestano, Milano, 1936; Koschembar – Lyskowsky, Quid veniant in bonae fidei iudicium en droit classique romain, in Studi in onore Riccobono 2, Palermo, 1936 che però giunge ad una soluzione singolare nel momento in cui arriva a fare dei iudicia bonae fidei dei veri e propri giudizi di equita‘, cfr. p. 147 ss. Contro questa tesi si pronuncia invece P. Thomas, Observations sur les actiones in bonum et aequum conceptae, in ZRH 25, 1901, p. 541ss., distinguendo fra ciò che la bona fides avrebbe richiesto e l‘aequum bonum. Seppur da una prospettiva completamente diversa, nella stessa forzatura non erano di certo caduti F. De Martino, La giurisdizione in diritto romano, Padova, 1937; il G. Pugliese, Actio cit., p. 59 ss., che è estremamente accorto nel prendere posizione circa la pretesa, la quale nasce, secondo l‘A. dal diritto sostanziale (ergo non nella buona fede) e trova solamente tutela nel diritto processuale. 14 E. Costa, L‘exceptio doli, Roma, 1970. 15 Cfr. E. Costa, L‘exceptio cit., p. 166ss. 16 Il suo discorso è molto chiaro e lineare, quasi si trattasse di un assunto incontestato, portando le testimonianze di D. 19.1.5.1, e l‘annosa quaestio D. 19.1.42, in cui Paolo discute dell‘applicazione dell‘exceptio doli nell‘actio venditi, ponendo però una duplice testimonianza, la sua e quella di Labeone, sul se essa fosse necessaria verbalmente (così Labeone, attraverso l‘utilizzo del ―non proderit‖), o anche informalmente essa potesse essere omessa perché gia‘ ricompresa nell‘ex fide bona, senza alcun bisogno di alcuna menzione davanti al iudex, neanche orale (così Paolo ―sed an exceptio dolimali venditoriprofutura sit, potest dubitari‖), cfr. E. Costa, L‘ exceptio cit., p. 117 ss. 17 Analizzando infatti D.19.1.5.1 (Paul.3 ad Sab.) ―Sed si falso existimans se damnatum vendere vendiderit, dicendum est agi cum eo ex empto non posse, quoniam doli mali exceptione actor summoveri potest, quemadmodum, si falso existimans se damnatum dare promisisset, agentem doli mali exceptione summoveret. Pomponius etiam incerti condicere eum posse ait, ut liberetur‖, infatti, l‘A. afferma che l‘exceptio doli si oppone all‘actio empti del compratore, così come si opporrebbe, nella medesima circostanza, dal promittente la cosa allo stipulante ―quemadmodum, si falso existimans se damnatum dare promisisset‖, salvo la differenza della
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Informazioni tesi

  Autore: Maria Paola Vitelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Roberto Fiori
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 182

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Parole chiave

interpolazione
diritto romano
inerenza
biondi
iudicium bonae fidei exceptio doli
iudicia bonae fidei
eccezione di dolo

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