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I percorsi del museo. Orientamenti della museografia demologica in Italia

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2 momento di crisi dell’agricoltura, di richiesta di tutela delle rendite da parte dei possidenti terrieri, di sfilacciamento dei rapporti con le masse contadine, in aperta contraddizione con ciò che animava l’auspicato progresso civile e che era stato alla base della propaganda fascista. Nel 1925 il fascismo, con l’intento di confermare l’immagine di stato efficiente e attento ai disagi della popolazione, specie di quella rurale, fondò una associazione che svolgeva sia attività assistenzialistiche contro il fenomeno dilagante della disoccupazione, sia attività ricreative e di organizzazione del tempo libero: l’Opera nazionale dopolavoro. 2 All’interno di un programma di controllo totale e di coordinamento delle attività del tempo libero, sia maschili che femminili, il direttore dell’Ond, Enrico Beretta, nel 1929, nel pieno di una crisi economica e occupazionale che travolgeva soprattutto il lavoro nelle campagne, lanciò un progetto di ritorno alle tradizioni. Nel primo numero dell’organo ufficiale dell’Ond si legge: «L’Ond ha incluso il folklore nel suo programma educativo, ben sapendo che da esso si possono trarre dei grandissimi benefici per l’educazione delle masse». 3 L’obiettivo dell’Ond era chiaro: costruire ad arte l’identità delle masse rurali, appoggiandosi alle tradizioni locali che avevano nel passato rappresentato le differenze tra gruppi appartenenti ad aree geografiche e culturali distanti, rivalutando e sottolineando quella che era ritenuta la vera indole del popolo delle campagne, con tutte le caratteristiche di ordine, dedizione al lavoro, disciplina, desiderio di sano svago, che, avvicinando il contadino al borghese, costituivano nei suoi aspetti più peculiari l’orgoglio di appartenere alla razza italiana. E proprio sul sano svago, non più aspetto ad appannaggio della sola classe cittadina, l’Ond fondò il suo programma di attività ricreative ed educative incentrate sul folklore. Attuando un processo di riesumazione delle tradizioni contadine, da qualche anno estinte grazie ai sempre più frequenti contatti tra città e campagna, 4 in particolar modo recuperando gli aspetti del folklore rurale che riguardavano il tempo libero e le feste, l’Ond affidò ai consigli provinciali il compito di organizzare attività di vario tipo, in collaborazione con gli appassionati e gli studiosi di folklore locali e sotto il patrocinio e la direzione scientifica del Comitato nazionale italiano per le tradizioni popolari (CNITP), fondato a Firenze nel 2 M. Tozzi Fontana, I musei della cultura materiale, Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1984, p. 29. 3 «Bollettino mensile dell’Ond», novembre-dicembre 1927, n. 1, p. 5. 4 V. De Grazia, Consenso e cultura di massa nell’Italia fascista, Bari, Laterza, 1981, p. 236.
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I percorsi del museo. Orientamenti della museografia demologica in Italia

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Informazioni tesi

  Autore: Maria Iuliano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Lello Mazzacane
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 218

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