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Il fenomeno dell'immigrazione irregolare e la salvaguardia della vita umana a mare

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5 Sono le stesse imprese a creare le condizioni per la permanenza degli immigrati costruendo interi quartieri per alloggiarli; e i lavoratori stranieri restano fortemente legati al gruppo proveniente dal paese di origine attraverso la catena migratoria, grazie alla quale avviene l'inserimento sociale. Si calcola che dal 1950 al 1972 i sette paesi europei d'immigrazione abbiano assorbito una migrazione netta di 6,3 milioni di unità: è per l'Europa occidentale il risultato dell'avvenuta trasformazione da area d'emigrazione ad area d'immigrazione 14 . L'Italia partecipa attivamente a questo processo di trasferimento di forza-lavoro verso l'Europa centrale e settentrionale. L'emigrazione è, infatti, la scelta che il governo italiano fa per riequilibrare il rapporto tra popolazione e risorse. Risalgono a questi anni gli accordi bilaterali per la mobilità dei lavoratori, sono così stipulati con la maggior parte dei paesi europei d'immigrazione: nel 1946 con Francia e Belgio 15 per il trasferimento di 50.000 minatori italiani in Belgio, nel 1947 con Svezia 16 e Gran Bretagna, nel 1948 con Svizzera e Lussemburgo 17 e nel 1955 con la Germania 18 . In questi paesi sono realizzati studi per calcolare il vantaggio economico che deriva dalla presenza degli immigrati, nell'esplicita condizione di assenza dei familiari del lavoratore. Questi studi valutano positivamente l'apporto degli stranieri al mercato del lavoro nazionale, ma in pochi anni la situazione cambia profondamente. Infatti, nel 1973 e nel 1974, a causa delle crisi petrolifere, nel timore che gli stranieri potessero insediarsi stabilmente sui propri territori, gravando così sui bilanci dello Stato con un pesante aumento degli oneri sociali del welfare, si ha una svolta importante nelle politiche d'immigrazione dei paesi europei con l'adozione di provvedimenti per ridurre gli ingressi e favorire i rientri. (14) Bettin G. e Cela E., L’evoluzione storica dei flussi migratori in Europa e in Italia, Rapporto di Ricerca realizzato nell’ambito del progetto PRIN “Piccoli comuni e coesione sociale: politiche e pratiche urbane per l'inclusione sociale e spaziale degli immigrati", Venezia, 2014, p.8. (15) Protocollo Italo-Belga firmato a Roma il 23 giugno 1946 e aggiornato il 26 aprile 1947; (16) Accordo concluso a Roma, fra l’Italia e la Svezia il 19 aprile 1947 relativo all’emigrazione di operai italiani in Svezia. (17) Accordo tra la Svizzera e il Lussemburgo sullo scambio di stagisti Concluso il 20 ottobre 1948 Entrato in vigore il 20 ottobre 1948. (18) L’Accordo fra la Repubblica italiana e la Repubblica federale di Germania per il reclutamento ed il collocamento di manodopera italiana nella Repubblica federale di Germania fu pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, n.205, del 17 agosto 1956, 3004-3015.
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Il fenomeno dell'immigrazione irregolare e la salvaguardia della vita umana a mare

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Informazioni tesi

  Autore: Gaetano Quero
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi Niccolò Cusano - Telematica Roma
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Alfonso Giordano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 94

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Parole chiave

immigrazione
convenzione
vita
area
umana
stati
salvaguardia
soccorso
salvataggio
clandestina

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