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Il fondamentalismo islamico tra storia e cultura

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9 dialettica tra interpretazione personale e interpretazione letterale del Corano sia di origine recente, mentre in realtà, è presente sin quasi dalle origini dell‟islàm.7 Accade spesso, poi, che per designare i termini fondamentalismo e integralismo, riferiti al caso islamico, si parli di islamismo( pratica che seguiremo anche noi per comodità di esposizione). In realtà, questo termine non esiste nel vocabolario arabo, in cui islamista e islamico significano la stessa cosa, vale a dire: musulmano.8 Per gli studiosi europei, tuttavia, il termine islamismo indica qualcosa di diverso dalla semplice fede islamica. Con esso ci si riferisce ad una corrente di pensiero che, già a partire dalla fine del XIII secolo, si interroga sulle cause del declino del mondo islamico e sulle prospettive che avrebbero potuto portare alla rinascita islamica. Prendendo in prestito una classificazione dei movimenti della rinascita islamica operata da Youssef Choueiri, distinguiamo all‟interno dell‟orbita islamista tre diverse categorie di movimenti: quelli di “risveglio”, quelli riformisti e, infine, i movimenti fondamentalisti.9 Per quanto riguarda la prima tipologia, l‟esempio più noto e di gran lunga più influente è costituito dall‟ideologia wahhabita. Il suo fondatore, Ibn „Abd al-Wahhab (1703-1792), riprende il discorso formulato più di quattro secoli prima dal giureconsulto Ibn Taymmiyya (morto nel 1328), considerato uno dei maggiori pensatori del mondo islamico e preso come modello, non sempre con interpretazioni fedeli del suo pensiero, da alcuni teorici dell‟islamismo radicale, avendo egli proposto, a pochi decenni dalla caduta del califfato abbaside, avvenuta nel 1258, un ritorno alla forma pura dell‟islàm rappresentata dal Profeta e dai suoi primi seguaci, i pii predecessori (al-salaf al-salih). Allo stesso modo Ibn Abd al-Wahhab riprende il discorso del passato mitico incarnato dall‟era maomettana e dei califfi ben guidati (rashidùn)10, individuando nel ritorno alle origini l‟ unica via di uscita alla lunga fase di decadenza attraversata dal mondo islamico, dovuta, secondo lui, all‟allontanamento dalla vera fede. A differenza di Ibn Taymmiyya, però, l‟ideologia wahhabita non resta confinata al mero ambito teologico-culturale, ma 7 Piergiovanni Donini, Il mondo islamico, Laterza, Roma-Bari, 2005, p.260. 8Marie-Lucy Dumas (a cura di), Répertoire des partis intégristes musulmans, C.H.E.A.M., Parigi, 1995, p.15. 9 Youssef Choueiri, Il fondamentalismo islamico, Il Mulino, Bologna, 1993; cit. in Enzo Pace, Sociologia dell‟islàm, Carocci, Roma, 1999, p.166. 10 Si tratta dei quattro successori di Maometto: Abu Bakr (632-634), „Umar ibn al-Khattab (634- 644), „Uthman ibn „Affan (644-656), Ali ibn abi Talib (656-661). I loro califfati coincidono con “l‟età d‟oro, sempre considerata tale e oggi vista come modello ancora possibile da realizzare per superare le difficoltà in cui il mondo musulmano si dibatte e per recuperare il ruolo storico che è stato suo fino all‟Ottocento” (Biancamaria Scarcia Amoretti, Il mondo musulmano, Carocci, Roma, 2005).
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Il fondamentalismo islamico tra storia e cultura

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Polito
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze storiche
  Relatore: Federico Cresti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 56

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