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Il genocidio argentino del 1976/1979 e l'interpretazione arendtiana del caso Eichmann

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crisi si aggravò. Il PIL registrò un tasso nullo di crescita, il tasso di inflazione non scese. La CGT, che pur aveva contestato il governo Illia e salutato con sollievo la sua caduta, iniziò un’agitazione (Plan de accion) in preparazione di uno sciopero generale. A sei mesi dal suo insediamento Ongania si trovava in una posizione difensiva insostenibile essendosi screditato anche presso il mondo industriale nazionale e straniero. Nominò così Julio Alsogaray, apprezzato dalle elite liberali del paese, comandante in capo dell’esercito e Krieger Vasena, membro di numerosi consigli d’amministrazione di numerose grandi imprese, ministro dell’economia. L’idea di Ongania, insofferente nei confronti del capitalismo colpevole di fomentare l’individualismo a scapito del nazionalismo, era quella di generare un surplus attraverso la svolta liberista di Vasena per poi ritornare a un sistema corporativo incentrato sul ruolo dispensatore dello Stato. Nonostante i successi economici alcuni settori non tardarono a manifestare il proprio malcontento: - i produttori agricoli, penalizzati dalle tasse sull’export e dalla ragione di scambio, si videro penalizzati da un’altra tassa sulla rendita – la piccola e media impresa ostacolata nell’ottenimento di credito a basso costo (conseguenza della riduzione della quota di riserva obbligatoria degli istituti bancari) – i sindacati, che con i c/c congelati e la sospensione del riconoscimento statale, avevano perso l’antica influenza. Nel 1968, durante il congresso della CGT, si ruppe il fronte sindacale tra collaborazionisti e correnti di estrema sinistra e la lotta si spostò a livello di ogni singola impresa dove nacquero i comitati di fabbrica ispirati alla ideologia social-cristiana e rivoluzionaria di sinistra. L’ondata di agitazioni del 1969 sconcertò l’opinione pubblica non abituata a manifestazioni spontanee di violenza. Essa nasceva dalla chiusura di ogni spazio di rappresentanza. La perdita di autorità dei leader politici e sindacali comportò l’incapacità di instradare il malcontento su forme di protesta controllabili. Il 29/30 maggio 1969, una folla di studenti e lavoratori occupò il centro della città e tentò di saccheggiare gli uffici del governo e delle imprese straniere. La rivolta, divenuta nota con il nome di Cordobazo fu stroncata dall’intervento dell’esercito con un bilancio di una trentina di morti, 500 feriti e 300 incarcerati. La situazione imboccò la strada della violenza con il rafforzamento delle associazioni armate esistenti e con la nascita di nuove formazioni terroristiche. Ongania, forte dei suoi appoggi, sostituì Vasena con l’intento di chiudere la stagione liberista. Ma questo allontanamento fece impaurire gli investitori stranieri che ritirarono i propri capitali; da qui derivò una brusca riduzione delle riserve valutarie con conseguente 15
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Informazioni tesi

  Autore: Fabiana Ragazzini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Augusto Illuminati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

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