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Il genocidio argentino del 1976/1979 e l'interpretazione arendtiana del caso Eichmann

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2) cancellazione dell’esilio per Peròn e di ogni pendenza in cambio del disconoscimento dei movimenti clandestini armati e a partecipare ad un accordo volto a far confluire tutte le forze politiche su un unico candidato presidenziale gradito alle Forze Armate. Peròn trattò, ma riuscì a non fornire alcun impegno. Intanto l’inflazione galoppava. Ad agosto 1971 era pari al 41% (complessivamente nel 1971 fu del 36,8%) mentre nel settembre 1972 fu del 60% (nel 1972 fu del 67,2%). Lanusse, deciso a lasciare al nuovo governo eventuali svolte economiche, fissò le elezioni per marzo 1973. A novembre del 1972 Peròn tornò in Argentina, acclamato da migliaia di persone. Poiché il suo arrivo era avvenuto dopo il termine stabilito da Lanusse, non poté presentarsi alle elezioni. Al suo posto candidò il suo portavoce Hector J. Campora e quindi tornò a Madrid. La parola d’ordine diventò: “Campora al Governo, Peròn al potere”. Il 22 agosto, inscenando un tentativo di fuga, La Marina militare fucilò una dozzina di guerriglieri detenuti nella base navale di Treleu. La veglia si tenne nella sede centrale del Partito peronista, ma la Polizia abbatté le porte del palazzo e sequestrò le salme degli uccisi, per impedirne l’autopsia. Durante la campagna elettorale in tutti i comizi risuonò un identico slogan: “FAR e montoneros sono nostri compagni”, cosa che suscitò l’ira dei militari” Alla fine del 1972 il settore produttivo stava funzionando a pieno ritmo, forse per l’ultima volta (C. de Riz – La politica en suspenso). Questo perché il controllo dittatoriale, avvenuto dal 1966 al 1972, si era liberato dai vincoli corporativi e aveva impresso un orientamento ben definito all’economia favorendo le grandi imprese multinazionali. Queste, a loro volta, crearono un aumento di lavoro per un significativo segmento di imprese argentine. Tuttavia quella crescita esacerbò i tradizionali conflitti settoriali che riaffiorarono non appena la dittatura perse lo slancio iniziale. L’apparizione della disoccupazione tecnologica, che testimoniava una contrazione del mercato del lavoro, rese evidente l’incapacità statale di garantire la mobilità sociale intesa come il cammino dell’ascesa sociale e anche che si stava trasformando nel suo opposto, ovvero il declino sociale. Le mobilitazioni iniziate nel 1969 con il Cordobazo crebbero diffuse fino al 1973, quando il governo passò al peronismo. Tuttavia l’espressione politica che tutto ciò assunse fu mediocre e ambigua: soprattutto fu lo scarso valore che fu attribuito alla 17
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Informazioni tesi

  Autore: Fabiana Ragazzini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Augusto Illuminati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

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