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Il genocidio argentino del 1976/1979 e l'interpretazione arendtiana del caso Eichmann

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La politica economica di Peròn dei primi tre anni ebbe come obiettivo la rapida industrializzazione del paese condotta su basi tendenzialmente autarchiche. Adottò una politica di intervento diretto dello Stato: costituzione di centrali idroelettriche, istituzione compagnia area, flotta mercantile nazionale. Inoltre diventò produttore di armi gestendo direttamente l’industria bellica. L’intervento comunque più grande fu la nazionalizzazione del Banco Central con il quale furono resi indisponibili i depositi bancari per la concessione di prestiti da parte degli istituti di credito commerciale, indisponibilità resa possibile istituendo una quota di riserva obbligatoria pari al 100%. Con questa manovra lo Stato diventò il referente primario della politica creditizia riuscendo a trasferire risorse dal settore agricolo a quello industriale. Tale raggiungimento fu reso possibile istituendo lo IAPI cui era assegnato il monopolio del commercio con l’estero; acquistava direttamente dai produttori, a prezzo amministrato, i beni destinati all’esportazione, che poi rivendeva a prezzi di mercato sulle piazze internazionali. I profitti venivano poi trasferiti al Banco Industrial che li trasformava in prestiti iper-vantaggiosi per il settore industriale. Il settore agricolo risultò penalizzato perché l’impossibilità di imporre prezzi più vantaggiosi allo IAPI ridusse i profitti e la capacità di reinvestire. Inoltre Peron favorì l’industria “leggera”, tessile e alimentare, produttrici di prodotti di consumo. Nel triennio il PIL aumento del 29% ma anche il debito pubblico raggiunse nel 1948 il 13,4% del PIL. Il disegno di sviluppo socio-economico peronista era basato su una formula di conciliazione dei diversi interessi della società con lo Stato nel ruolo di mediatore di contrasti. Le forze armate furono tacitate con diverse concessioni che portarono le spese militari al 50% del totale degli investimenti non produttivi. Gli spazi di critica e opposizione si ridussero tramite pressioni sulla stampa: il governo costituì un’importante catena di giornali e radio sotto il controllo di una segreteria statale. Inoltre ogni membro della maggioranza nel Congresso fu costretto a consegnare una lettera di dimissioni in bianco. Contro il regime di Peròn si vennero allineando, negli anni successivi, sia gli interessi agricoli penalizzati dall’industrializzazione e, in generale, le forze conservatrici e l’esercito strettamente legati per casta e interessi ai ceti agrari e conservatori, sia i partiti 8
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Il genocidio argentino del 1976/1979 e l'interpretazione arendtiana del caso Eichmann

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Informazioni tesi

  Autore: Fabiana Ragazzini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Augusto Illuminati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

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