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Il governo di Lamberto Dini (1995-1996). L'anello tecnico tra le due repubbliche

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9 Nonostante la débâcle elettorale i maggiorenti del quadripartito, Democrazia Cristiana e Partito Socialista Italiano, erano ancora convinti di poter realizzare i piani definiti prima delle elezioni, che prevedevano l’assegnazione della presidenza del consiglio e della presidenza della Repubblica rispettivamente a Bettino Craxi, segretario dei socialisti, e a Arnaldo Forlani, segretario DC 9 . All’infruttuoso tentativo dei partiti tradizionali di tenere in via le vestigia morenti del consociativismo si opposero però due fattori. Il primo fu l’incapacità di supportare e far eleggere presidente della Camera il candidato ufficiale della DC, sostituito dopo un lungo impasse dal democristiano Oscar Luigi Scalfaro, anche grazie ad un inedito Marco Pannella nelle vesti di mediatore 10 . Il secondo fattore furono invece le dimissioni anticipate di Francesco Cossiga dalla carica di capo dello stato: resosi protagonista negli ultimi anni di presidenza di alcune esternazioni contro i partiti di maggioranze (le cosiddette “picconate”), Cossiga fu una delle personalità politiche più sensibili alle istanze di rinnovamento , complice la tempesta giudiziaria di quel periodo. L’accordo pre-elettorale tra DC e PSI assegnava il Quirinale a Forlani, ma la defezione della sinistra democristiana, primo fra tutti Mariotto Segni, portò ad un lungo stallo, risoltosi poi dopo il ritiro della candidatura del segretario DC e l’elezione dello stesso Scalfaro il 25 maggio 1992. L’elezione di quest’ultimo, considerato un vero e proprio outsider della politica, lontano dagli accordi di palazzo tipici della prima repubblica, rappresentò un ulteriore segnale di rottura del meccanismo di controllo da parte dell’establishment politico. La sua elezione, maturata nel clima di sdegno per l’omicidio di stampo mafioso del giudice Giovanni Falcone due giorni prima dell’ultima seduta, sancì la non-invincibilità della classe politica, braccata da sempre più pressanti richieste di trasparenza e apertura verso il paese reale. L’assegnazione della presidenza della Repubblica a un democristiano portava con sé un corollario apparentemente necessario, e cioè che la presidenza del consiglio sarebbe stata assegnata, come convenuto in precedenza, a un socialista, e cioè al segretario Craxi. Il primo avviso di garanzia ricevuto da quest’ultimo il 12 dicembre 1992 e l’estendersi delle indagini della procura milanese all’intera cerchia socialista meneghina affossò definitivamente questa possibilità, mentre la leadership di Craxi era contestata duramente da una fronda interna capitanata dal suo ex delfino Claudio Martelli, divenuto suo oppositore in nome di un rinnovamento e di una politica di unità a sinistra 11 . Similmente a quanto era successo per Scalfaro, alla fine si optò per un outsider della politica, scelto nella persona del socialista Giuliano Amato, profondo conoscitore dei meccanismi di governo e privo di alcun seguito all’interno del PSI, che ricevette nei primi di luglio la fiducia parlamentare con la stessa maggioranza quadripartita (DC-PSI-PSDI-PLI) dell’anno precedente. 9 Ivi, p.142 10 Ivi, p.144 11 Mammarella G., L’Italia Contemporanea. 1943-1996, op.cit. p. 519
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Il governo di Lamberto Dini (1995-1996). L'anello tecnico tra le due repubbliche

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Informazioni tesi

  Autore: Michelangelo Morelli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Beni Culturali
  Corso: Storia
  Relatore: Francesca Sofia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 69

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