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Il lavoro d'équipe e la gestione della sessualità nella comunità terapeutica psichiatrica

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- 4 - l'obiettivo primario dei manicomi era la contenzione: era necessario impedire al folle di esprimere la sua pericolosità, tenerlo lontano dalla società dei "normali". Come scrive lo psichiatra Vittorino Andreoli nel libro “I miei matti”, i malati psichiatrici stavano in manicomio perché pericolosi e diversi dal resto della società, lì erano sistemati in compartimenti, ordinati sulla base proprio della loro pericolosità. Divisi in padiglioni maschili e femminili, non avevano nemmeno la possibilità di gestirsi la giornata. Stavano obbligatoriamente tutti nella zona-notte o nella zona-giorno sulla base delle differenze orarie. Erano abbondantemente sfruttati i metodi di contenimento. Ogni possibile contatto tra il manicomio e la “società dei sani” era accuratamente evitato. Si tentava di effettuare la «terapia occupazionale radicata nell'idea che il lavoro esercitasse effetti benefici sulla malattia mentale»1, per questo si consentiva ai malati di coltivare un campo adiacente al manicomio, ma anche il frutto di quel lavoro restava all’interno, non venduto al di fuori come se portasse in sé il germe della follia. All'interno del manicomio imbattersi in persone trattate come bestie e private della benché minima dignità di uomini era all'ordine del giorno, ma allora sembrava importare poco perché la cultura seguiva ed era intimorita dall'idea della pericolosità dei malati di mente, che, se mal compensati, in preda ad una crisi avevano una percezione talmente distorta della realtà da non riuscire ad interagire "normalmente" col mondo. Sia Basaglia che Andreoli si scontrarono con la tragica realtà di gente strappata al mondo e rinchiusa in strutture da cui difficilmente sarebbero poi uscite, una realtà fatta perlopiù di violenza, non di cura: gli infermieri si occupavano di legare e slegare i pazienti in continuazione, laddove non fosse sufficiente la contenzione si passava all’isolamento. Le pratiche terapeutiche più in uso erano 1 ANDREOLI V., I miei matti, Rizzoli, Milano, 2004, p.11.
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Il lavoro d'équipe e la gestione della sessualità nella comunità terapeutica psichiatrica

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandra Cagalli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Renzo Rizzardo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 49

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Parole chiave

comunità terapeutica
gestione sessualità
lavoro d'équipe
manicomio
psichiatria
psicosi
rete territoriale
sessualità
trattazione sessualità
basaglia

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