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Il referendum nell'ordinamento regionale

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9 a maggioranza assoluta e quelle votate con una maggioranza dei due terzi, avrebbe in linea teorica riguardato ben pochi atti normativi. In ordine invece all’altra tipologia rimasta solo sulla carta, quella “arbitrale” le motivazioni che furono usate, con successo, per impedirne una sua immissione, furono dettate dal voler evitare un’alterazione delle figure degli organi costituzionali, in questo caso del presidente della Repubblica. In sintesi motivazioni che potevano tutte essere riconducibili ad una volontà tesa a far prevalere la centralità e delle istituzioni rappresentative e dei partiti di massa per i quali si temeva forse un qual certo pericolo di minore rappresentatività a fronte della possibilità di un utilizzo tanto diversificato di uno strumento come quello referendario 10 . Una simile spiegazione sarebbe poi suffragata sia dal fatto che la legislazione attuativa del principio costituzionale dovette attendere più di venticinque anni prima di vedere la luce sia dal fatto che in ogni caso essa costituì uno scossone per l’intero sistema se è vero che proprio in simultanea con l’aversi dei primi due quesiti referendari si ebbero i primi casi di scioglimento anticipato delle camere 11 . Tanto più che occorre altresì indicare come anche il fatto che proprio nel 1970 si ebbe l’approvazione della legge 352 non fu il frutto di un caso bensì la risposta da parte di un partito politico, la Democrazia Cristiana 12 , all’approvazione della legge sul divorzio che proprio da parte dei cattolici aveva subito forti critiche. 9 Gli interventi più critici furono senza dubbio quelli degli onorevoli Perassi e Lussu 10 Proprio sul tema del rapporto tra referendum e partiti di massa A. BARBERA in “L’istituto del referendum” ci fa notare come ci fu una condivisione delle possibili problematiche di convivenza tra Luigi Einaudi e molti esponenti del P.C.I. 11 Questa interessante annotazione è presentata da V. Onida in E. BETTINELLI (a cura di) “Referendum, ordine pubblico e Costituzione” Roma 1979 12 Si ritiene da parte di alcuni, infatti, che dietro l’approvazione di questa legge vi fu un tacito accordo tra maggioranza ed opposizione per cui la prima nel far approvare più
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Il referendum nell'ordinamento regionale

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Informazioni tesi

  Autore: Luca Bellezza
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Massimo Carli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 151

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articolo 123
controllo ammissibilità
corte costituzionale
martines
referendum
referendum consultivo
referendum propositivo
referendum siciliano
val d'aosta 1992

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