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Il software libero nella pubblica amministrazione

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4 Capitolo I - L’eGovernment e il Codice dell’amministrazione Digitale 1. Il Codice dell’amministrazione digitale. La Legge 29 Luglio 2003, n. 229 conferiva al Governo la delega “ad adottare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi, su proposta del Ministro per l’innovazione tecnologica e dei ministri competenti in materia, per il coordinamento e il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di società dell’informazione”. Il Codice dell’amministrazione Digitale, di cui al Decreto Legislativo 7 Marzo 2005, n. 82 (successivamente modificato attraverso il Decreto legislativo n. 159 del 17 Marzo 2006) è risultato il frutto di un lavoro di oltre due anni al quale hanno partecipato Istituzioni, Regioni ed Autonomie Locali, supportati da professionisti provenienti dal mondo dell’Università, della ricerca, degli ordini professionali, dalle associazioni di categorie e dall’imprenditoria 10 . Dal punto di vista strutturale, il Codice è suddiviso in 9 capi ed è composto complessivamente di 92 articoli. In maniera molto sintetica, si può osservare che un’ampia parte è dedicata all’enunciazione dei “principi generali” (Capo I), alla disciplina del “documento informatico e delle firme elettroniche” (Capo II) e alle regole sulla “formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici” (Capo III). A seguire, si trova un capo relativo alla “trasmissione informatica dei documenti” (Capo IV) ed uno inerente ai “dati delle pubbliche amministrazioni e dei servizi in rete” (Capo V). Il capo successivo è dedicato allo “Sviluppo, acquisizione e riuso di sistemi informatici nelle pubbliche amministrazioni” (Capo VI). Quest’ultima parte del Codice sarà oggetto di analisi nel presente studio, in quanto in essa, come avremo modo di analizzare nei capitoli seguenti, sono presenti gli articoli 67, 68, 69 e 70 contenenti importanti riferimenti sulla modalità di reperimento del software nel mercato da parte delle pubbliche amministrazioni. Il Codice nasce non solo con l’intento di raggiungere obiettivi di riforma, rendendo quasi “obbligatoria” l’innovazione nelle Pubbliche Amministrazioni 11 , ma altresì, per finalità di semplificazione e riordino (riassetto) normativo. Il legislatore infatti, ha individuato la necessità di porre rimedio alla continua dispersione normativa che negli ultimi anni si stava sempre più diffondendo, in quanto le nuove problematiche e i nuovi settori hanno determinato una moltiplicazione delle leggi in materie di contrattualistica per gli acquisti dei sistemi informativi, di documentazione amministrativa, di interconnessione tra pubbliche amministrazioni, di erogazione di servizi e di molti altri ambiti 12 . Il riferimento alla volontà di “addivenire ad un’amministrazione di risultati” 13 emerge nel Codice in maniera abbastanza netta ed evidente; efficacia, efficienza, pubblicità e trasparenza rappresentano degli obiettivi perseguibili attraverso l’uso razionale e sistematico delle nuove tecnologie all’interno delle pubbliche 10 G. Bretoni, I diritti dei cittadini e delle imprese.., cit., p. 19. 11 Si veda in tal senso la scheda esplicativa del Codice dell’amministrazione digitale redata dal Ministro per l’innovazione e le tecnologie, nella quale si spiega che la Pubblica Amministrazione “dovrà organizzarsi in modo da rendere sempre e comunque disponibili tutte le informazioni in modalità digitale”, garantendo così ai cittadini il diritto di interagire sempre, ovunque e verso qualunque amministrazione attraverso i servizi di rete. 12 E. Carloni, a cura di, Codice dell’amministrazione digitale: commento al D.lgs 7 marzo 2005 n. 82, Rimini, 2005, p. 15. 13 L. Spallino, Capire il Codice dell’amministrazione digitale e cosa accadrà nelle PA, in Webimpossibile, 2006, http://www.webimpossibile.it.
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Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Careddu
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Amministrazione Governo e Sviluppo Locale
  Relatore: Daniele Marongiu
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 43

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