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L'Italia e l'euro: quali prospettive?

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    8    II. Seconda fase (1994-1998): questa fase doveva realizzare un elevato grado di convergenza tra le politiche economiche, monetarie e i tassi d’inflazione; III. Terza fase (dal 1° gennaio 1999): la terza ed ultima fase era caratterizzata dall’uso dell’ECU come unica moneta e da una politica comunitaria comune e con una banca centrale europea, che sarebbe in seguito diventata la BCE. Andiamo ad analizzare più nel dettaglio ogni singola fase del Rapporto Delors. La prima fase del Rapporto Delors ebbe inizio precisamente il 1° luglio del 1990, così deciso dal Consiglio europeo. In questa data vennero abolite tutte le restrizioni alla circolazione dei capitali tra gli Stati membri. Il Consiglio, inoltre, conferì maggiori responsabilità al Comitato dei governatori delle banche centrali degli Stati membri della Comunità economica europea che andavano dallo svolgimento di consultazioni sulle politiche monetarie degli Stati membri al coordinamento per conseguire la stabilità dei prezzi. Il Trattato di Roma, di cui abbiamo parlato nei paragrafi precedenti, venne revisionato per poter realizzare la seconda e terza fase del Rapporto, al fine di creare la necessaria infrastruttura istituzionale. Dopo aver effettuato questa revisione, ci fu la stesura del nuovo Trattato sull’Unione Europea, o anche Trattato di Maastricht, dal nome della cittadina olandese in cui fu firmato quest’ultimo il 7 febbraio del 1992. Il trattato, inoltre, conteneva il Protocollo sullo statuto del Sistema europeo delle banche centrali e della Banca centrale europea e il Protocollo sullo statuto dell’Istituto monetario europeo. Cosa si ottenne con il Trattato di Maastricht? Prima di tutto dobbiamo fare una piccola precisazione: dal Trattato vennero escluse il Regno Unito e la Danimarca, che ottennero una speciale clausola per “chiamarsi fuori” 4 . Tutti coloro che firmarono il Trattato si impegnavano ad adottare la moneta unica entro il 1° gennaio del 1999. La data era stata decisa per far rispettare alcune condizioni macroeconomiche, i cosiddetti criteri di Maastricht, o anche criteri di convergenza, di cui parleremo successivamente. Il Trattato infatti aveva fissato due date: la prima, il 1° gennaio del 1997, a condizione che la maggioranza degli Stati membri osservasse determinati criteri per poter entrare; se la prima condizione non si fosse verificata, l’unione monetaria avrebbe comunque avuto inizio il 1° gennaio del 1999, anche se fosse stata pronta solo una minoranza degli Stati membri. Nel periodo successivo alla firma del Trattato, lo SME subì una grave crisi, come detto in precedenza. Forti tensioni sul mercato dei cambi portarono la lira italiana e la sterlina inglese ad uscire dal Sistema nel settembre dello stesso anno, 1992. Lo SME fu salvato grazie alla decisione di allargare i margini di fluttuazione da 2,25 al 15 %, ma perse così la sua funzione di                                                               4  Opting out: il Regno Unito e la Danimarca non erano obbligate a partecipare alla terza fase dell’UEM.  
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L'Italia e l'euro: quali prospettive?

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Informazioni tesi

  Autore: Domenico Gagliardi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Giuseppe Mauro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 94

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