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L'alessitimia nel disturbo bipolare

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5 esterni e da un’assenza o forte riduzione di fantasie legate alle pulsioni. Sifneos coniò il termine alessitimia (dal greco a=mancanza; lexis=parola; thymos=emozione) per denominare questo insieme di caratteristiche cognitive ed affettive. Negli stessi anni Krystal e Krystal e Raskin, senza essere al corrente degli studi affettuati sui pazienti con sintomi somatici, osservarono caratteristiche simili in pazienti con gravi stati post-traumatici e in pazienti con dipendenza da droghe; Wurmser descrisse dei deficit dell’espressione verbale degli affetti nei tossicodipendenti e Bruch riscontrò un insieme comparabile di tratti di personalità in pazienti con disturbi dell’ alimentazione. Riconoscendo il crescente interesse per il costrutto, l’alessitimia fu scelta come tema principale dell’undicesima Conferenza Europea sulle Ricerche Psicosomatiche, svoltasi a Heidelberg nel 1976. In questa conferenza fu riconosciuta la necessità di una definizione precisa del costrutto dell’alessitimia e la necessità di sviluppare strumenti per la misurazione del costrutto. Il costrutto dell’alessitimia Dopo la conferenza di Heidelberg il costrutto dell’alessitimia è stato raffinato da un punto di vista teorico ,soprattutto grazie ad un programma di ricerca finalizzato a valicare il costrutto attraverso l’elaborazione di uno strumento di misurazione valido ed affidabile. Secondo la sua definizione attuale il costrutto dell’alessitimia si compone delle seguenti caratteristiche: 1)difficoltà nell’identificare i sentimenti e nel distinguerli dalle sensazioni corporee che si accompagnano all’attivazione emotiva; 2)difficoltà nel descrivere agli altri i propri sentimenti; 3)processi immaginativi limitati, evidenziati dalla povertà delle fantasie e, infine, 4)stile cognitivo legato allo stimolo e orientato all’esterno. A prima vista alcuni soggetti classificati come alessitimici sembrano contraddire questa definizione del costrutto, in quanto presentano una disforia cronica o manifestano accessi di pianto, collera o rabbia. Un indagine approfondita mostra tuttavia che essi sanno molto poco sui propri sentimenti, e in molti casi sono incapaci di collegarli con ricordi, fantasie, affetti di livello superiore o situazioni specifiche. In effetti Sifneos in un resoconto delle sue osservazioni cliniche preliminari, notava che questi pazienti affermavano di solito di essere ansiosi o depressi, ma interrogati più nel dettaglio sulla loro ansia, parlavano “solo di nervosismo, agitazione, irrequietezza, irritabilità e tensione”; se gli si chiedeva della loro depressione parlavano di “sensazioni di futilità, vuoto, noia e disagio”.
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L'alessitimia nel disturbo bipolare

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Informazioni tesi

  Autore: Fernanda Fantozzi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Filippo maria Ferro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 36

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Parole chiave

alessitimia
casi clinici
disturbi dell'umore
disturbo bipolare
psicosi maniaco-depressiva
tas-20

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