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L'azione sociale ambientalmente corretta: il caso della separazione dei rifiuti a Lipsia ed a Trento

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14 dello spazio di possibilità che esso logicamente consente ed ha veramente poco a che fare con scelte di tipo normativo, 60 che piuttosto si configurano come derivazioni in senso paretiano. Ultimo concetto da definire, prima di discutere le forme di spiegazione che specificatamente riguardano questa ricerca, è quello di motivazione. “Una motivazione è la risposta ad una domanda sul perché. Questa domanda può essere in primo luogo una domanda sulle cause, cioè i motivi reali od ontici dell’evento che si spiega, per cui le motivazioni che rispondono a tali domande sono dette motivazioni causali.” 61 “La domanda sul perché può vertere in secondo luogo su motivi in un senso più ampio, nel senso che tutti i fatti, dai quali si dà che uno stato di cose p sussista, sono considerati motivi del sussistere di p. Siccome da questi motivi si può conoscere che lo stato di cose p sussiste, si dicono motivi di riconoscimento o di ragione.” 62 Motivazioni che si basano su questo tipo di motivi verranno dette epistemiche. Il cambiamento della pressione atmosferica è il motivo in senso stretto del movimento della lancetta del barometro; da questo movimento si può riconoscere che la pressione atmosferica è mutata. Dalle affermazioni di una persona si può riconoscere in quale stato psicologico essa sia, queste affermazioni non sono però le cause dello stato psicologico. Nelle scienze sociali si scoprono motivi epistemici probabilistici 63 e talvolta anche sicuri, più raramente motivi reali od ontici. “In una motivazione 64 la proposizione che deve essere motivata, detta E, viene presentata come la conseguenza di una o più proposizioni motivanti A 1 A n ” 65 . Disponiamo ora di tutti le nozioni necessarie per discutere lo statuto epistemologico da concedere alle spiegazioni razionali e per rispondere alle pretese dei teorici dell’azione razionale, come quella implicata nella citazione di Coleman in apertura di capitolo. 60 Se per esempio l’uno sottenda una antropologia umanista, cfr. J. Coleman, 1995 p.15 o meno o se gli uni siano sostenitori di atteggiamenti individualisti ed altre amenità. 61 F. v. Kutschera, 1981, p. 91. 62 F. v. Kutschera, 1981, p. 91 63 Motivi epistemici probabilistici sono, più correttamente, motivi epistemici di enunciati del tipo: “La presenza di q rende probabile p, senza che q sia la causa di p”. 64 Si distinguono altri due tipi di motivazioni a seconda della modalità con cui l’explicandum E è derivato dall’explicans A. Se E è conseguenza analitica di A la motivazione sarà detta deduttiva, se invece vale la proposizione “E poiché sussiste A” la motivazione è detta modale. “Mi sono rotto le gambe perché sono caduto in bicicletta” contiene una motivazione modale non essendo il rompersi le gambe conseguenza analitica del cadere in bicicletta, pur potendo diventarlo aggiungendo altre proposizioni esplicative. 65 F. v. Kutschera, 1981, p. 87. Una motivazione (deduttiva o modale) di E con A 1 A N è formalmente corretta quando: 1)le proposizioni A 1 A N sono vere; 2)tra le proposizioni non si trovano espressioni sinonime di E; 3)E segue (in modo analitico o modale) da A 1 A N . La prima condizione è molto criticata: economisti come M. Friedman, 1953, p. 15-19, argomentano che una motivazione, o una teoria che contiene motivazioni, deve essere giudicata non in base alla verità dei suoi presupposti ma dei suoi risultati. Ciò potrebbe anche essere accettato, se per esempio i presupposti fossero irreali nel terzo senso, (tipi ideali) secondo la tipologia di E. Nagel, 1963, p.211-219. Continua inoltre a valere la massima tomistica a noesse ad esse non valet illatio per cui se i presupposti sono falsi non diverse saranno le conclusioni. La seconda condizione si pone per evitare circoli logici: concludere da E ad E è formalmente corretto ma non molto significativo Correttezza formale non è però sufficiente perché una motivazione sia utilizzabile: la verità delle proposizioni A 1 A si deve poter riconoscere senza appoggiarsi alla validità di E, che si vuole dimostrare. La struttura delle dimostrazioni logiche è un esempio di motivazione non circolare corretta che mostra l’utilità di una motivazione, solo quando si dichiara assieme a quali proposizioni vere ci si appoggia.
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L'azione sociale ambientalmente corretta: il caso della separazione dei rifiuti a Lipsia ed a Trento

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Informazioni tesi

  Autore: Giacomo Gubert
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Gabriele Pollini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 233

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Parole chiave

ambiente
azione sociale
lipsia
rifiuti
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