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L’invecchiamento e il ruolo delle emozioni inconsapevoli in un compito di memoria di lavoro

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neurodegenerative croniche troviamo invece: la demenza, il morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson. Queste malattie croniche, anche se non sempre invalidanti, influiscono comunque sulla funzionalità e sullo stato generale di benessere, causando spesso un declino della salute mentale con ricadute su coloro che si prendono cura dell’anziano. Incidenti e fratture in tarda età, pur non avendo frequenza così elevata, possono avere conseguenze alquanto severe per le difficoltà di recupero completo; inoltre, molto spesso, soprattutto in tarda età, l’ospedalizzazione che ne consegue produce comorbilità e può portare al decesso. Nonostante la presenza di malattie anche croniche nell’invecchiamento e soprattutto nella quarta età, una proporzione rilevante di anziani gode di un buon margine di autonomia e di indipendenza. Studi longitudinali condotti su coorti di centenari mostrano come la maggioranza di questi grandi vecchi arrivino alla fine della loro vita in relativa buona salute senza essere passati per la tappa della dipendenza cronica. L’invecchiare deve essere, dunque, distinto dalla malattia. Invecchiare porta con sØ cambiamenti universali e irreversibili, ma non è necessariamente invalidante; la malattia può essere alleviata o ritardata nel suo insorgere, colpisce solo una parte della popolazione, ma è invalidante. La difficoltà di distinguere i normali processi di invecchiamento dai processi degenerativi non generalizzati ed evitabili ha portato a formulare l’ipotesi che esistano tre processi separati di invecchiamento (Birren, Schaie, 1996): l’invecchiamento primario, secondario e terziario. L’invecchiamento primario rappresenta l’invecchiamento “normale”, progressivo, irreversibile che riguarda tutti e che comporta modificazioni biologiche e psicologiche (cognitive e affettive) in una sostanziale stabilità del quadro di personalità. Nell’invecchiamento secondario, definito “patologico”, al quadro dell’invecchiamento primario si aggiungono alcune malattie croniche o no. Tuttavia, mentre le modificazioni dovute all’invecchiamento primario sono irreversibili, quelle patologiche dovute all’invecchiamento secondario si possono talvolta curare con successo o almeno rallentare nei loro effetti negativi. L’invecchiamento terziario si riferisce al declino rapido e irreversibile che caratterizza l’avvicinarsi dell’organismo alla morte e che comprende spesso un calo improvviso 10
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L’invecchiamento e il ruolo delle emozioni inconsapevoli in un compito di memoria di lavoro

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Informazioni tesi

  Autore: Antonella Totaro
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Nicola Mammarella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 109

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Parole chiave

amigdala
attenzione
differenze d'età
efficienza prestazionale di giovani e anziani
emozioni consapevoli
emozioni inconsapevoli
invecchiamento
memoria
memoria di lavoro
priming inconsapevole
stimoli subliminali

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