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La Decima M.A.S. in Friuli. Il processo a Remigio Rebez

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12 Nel frattempo il generale Licurgo Zannini, comandante del XXIV.° Corpo d’Armata di Udine, preoccupato per la precaria situazione di Gorizia, grazie ad un accordo con l’Oberst (colonnello) Krancke voluto perché ristabilisse il controllo sulla città isontina, 11 impegnandosi ad inviare rinforzi italiani (che alla fine dell’operazione furono puntualmente disarmati e inviati alla prigionia), aveva permesso il passaggio di reparti tedeschi provenienti da Gemona attraverso il blocco di Magnano in Riviera, mentre per quanto concerne il capoluogo friulano concordò che i reparti italiani presenti in città non fossero disarmati ma che continuassero a garantire l’ordine e la protezione delle infrastrutture industriali principali e delle opere pubbliche. Durante la giornata del 12 settembre sopraggiunse sempre a Udine la 44. Inf. Div. motorizzata, comandata dal Rittmeister (capitano di cavalleria) Kwisda, il quale prese contatto con la 71. Inf. Div. già presente sul posto. Nonostante gli accordi precedentemente stipulati tra il generale Zannini e il colonnello Krancke, il capitano dichiarò prigioniero tutto il comando del XXIV.° Corpo d’Armata e procedette al disarmo delle truppe della zona, nonché dei presidi di Casarsa, Rivolto e Codroipo, mentre nei giorni susseguenti le truppe tedesche avanzarono verso la bassa friulana, entrando a Palmanova il 16 settembre 1943. Reparti di irregolari partigiani presidiavano già in quei giorni le aree, come già menzionato, del Goriziano e dei colli limitrofi mentre truppe di cittadini, operai e sbandati resistevano nella città di Monfalcone ancora al 20 settembre. A Udine il cap. Kwisda divise la provincia in due zone di competenza: la zona di Cividale, Tolmezzo, Pontebba, Tarvisio, Plezzo al comando del maggiore Bredenförder alloggiato a Moggio Udinese, il resto della provincia sotto il suo stretto controllo, rimanendo d’istanza nel capoluogo friulano. Da quel momento il comando tedesco iniziò l’ammasso delle forze nella zona, per iniziare dal 25 settembre i rastrellamenti, dopo che vaste aree nelle regioni dell’alto Isonzo erano cadute sotto il controllo dei partigiani le cui fila si andavano lentamente ad ingrossare grazie ai militari scampati all’internamento o a nuclei di cittadini di forti sentimenti antitedeschi ed antifascisti. 12 Già il 19 settembre 11 S. Di Giusto, Operationszone Adriatisches Küstenland, Udine, IFSML, 2005, p. 49. Krancke fu ferito durante i combattimenti, lasciò il posto al major Bredenförder. Il comando della zona venne in seguito preso dall’Oberst Scharenberg. 12 S. Di Giusto, Operationszone Adriatisches Küstenland, Udine, IFSML, 2005, p. 105
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La Decima M.A.S. in Friuli. Il processo a Remigio Rebez

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Informazioni tesi

  Autore: Flavio Rovere
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Lettere
  Corso: Scienze storiche
  Relatore: Umberto Sereni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

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Parole chiave

adriatisches kustenland
collaborazionismo
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fascismo
guardia nazionale repubblicana
guerra civile
nazismo
palmanova
remigio rebez
resistenza
rsi
seconda guerra mondiale

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