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La Decima M.A.S. in Friuli. Il processo a Remigio Rebez

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7 durante lo sbarco alleato del 10 luglio in Sicilia, al comando dell’Oberbefehlshaber Süd (comandante supremo del settore sud) Feldmarschall Albert Kesselring. 2 L’esito positivo dell’incontro avvenuto a Feltre il 19 luglio con Mussolini tranquillizzò momentaneamente Hitler, egli, infatti, decise il temporaneo accantonamento del piano Alarico, ma non appena venne messo al corrente della destituzione del suo collega italiano, si affrettò a dare i primi ordini per l’attuazione del “piano Achse”, nato dall’unione del “piano Alarico” col piano “Konstantin”, attraverso l’inizio dei preparativi per l’invasione dell’Italia in prospettiva di un possibile sganciamento dal conflitto del governo del generale Badoglio. 3 Il comando del gruppo d’armate B, guidato da Erwin Rommel, aveva ricevuto l’ordine perentorio di dare il via alle manovre di avvicinamento delle truppe al confine italiano, mobilitando divisioni al confine sud occidentale francese, al confine nord del Brennero ed al confine orientale; nel frattempo al Sud le armate Alleate costringevano Palermo alla resa il 22 luglio, dopo pesanti bombardamenti. Il 1° ed il 2 agosto fecero il loro ingresso in Italia le prime divisioni della Wehrmacht e delle SS che andarono a dislocarsi alle frontiere, ufficialmente in azione d’affiancamento e sostegno al Regio Esercito, oppure direttamente in prossimità degli Appennini emiliani. 4 Questi movimenti allarmarono molto il Comando Supremo, che vibrò feroci proteste all’alleato tedesco, il quale si limitò a sostenere che quelle formazioni sarebbero state utilizzate per un’efficace difesa della penisola, proteggendola da altri eventuali sbarchi. Gli italiani dovettero accettare il fatto compiuto, ma s’insospettirono di nuovo allorché l’arrivo di queste nuove divisioni non venne preventivamente annunciato dal Comando delle Wehrmacht, e la loro dislocazione non era il Sud per arrestare l’avanzata alleata, bensì le zone attigue a Roma, agli Appennini, all’Emilia. Si instaurò così la convinzione, dopo i colloqui di Tarvisio del 6 agosto fra il ministro degli esteri von Ribbentropp, il capo di Stato maggiore della Wehrmacht Keitel ed i corrispettivi italiani Guariglia e Ambrosio, che ai tedeschi non interessasse 2 S. Di Giusto, Operationszone Adriatisches Küstenland, Udine, IFSML, 2005, p. 14. 3 L. Klinkhammer, L’occupazione tedesca in Italia. 1943-45, Torino, Bollati Boringhieri, 1996, pp. 28- 29. 4 S. Di Giusto, Operationszone Adriatisches Küstenland, Udine, IFSML, 2005, pp. 15- 16. Dal confine italo francese: 76.Inf. Div. dislocata fra Genova e Savona, seguita dalle 305. e 94. Inf. Div. allocate rispettivamente in Liguria e Lombardia al comando del LXXXVII Armee Korps del Gen. Inf. Gustav Adolf von Zangen; dal Brennero e Tarvisio: Kampfgruppe Feuerstein, 44. Inf. Div.; 1. Panz. Gren. Div. “Leibstandarde SS- Adolf Hitler” in direzione Parma- Reggio, 65. Inf. Div. e 24. Inf. Div. verso Ravenna- Rimini- Modena seguiti a metà del mese dal General Komm. II.SS Panzer Korps che ne prese il comando. Dislocamento al 4 agosto a Villach della 71.Inf.Div.
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Informazioni tesi

  Autore: Flavio Rovere
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Lettere
  Corso: Scienze storiche
  Relatore: Umberto Sereni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

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remigio rebez
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