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La Rappresentanza Militare e le relative proposte di riforma

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Università degli Studi della Tuscia Tesi di Laurea Interfacoltà Scienze Organizzative e Gestionali Relatore: Prof. Federico SEPE di: Giovanni PALANTRA SOG 41980 raddoppiare la media delle presenze nel carcere di Peschiera. Poi scendono in campo i sergenti e i marescialli dell’Aeronautica.” 3 . Il “regolamento Andreotti” era criticato e attaccato perché ritenuto, dal movimento dei militari democratici, illegittimo e anticostituzionale da molti punti di vista. Ad esempio il motivo dell’illegittimità era dato dalla violazione dell’art. 1 della Legge 31.1.1926, n. 100 4 , che attribuisce al potere esecutivo la facoltà di emanare norme giuridiche e il regolamento, che rientrava sicuramente tra quelle norme, non era passato attraverso la necessaria delibera del Consiglio dei Ministri, né era stato vagliato dal Consiglio di Stato, come è dimostrabile dalla semplice lettura del preambolo al regolamento stesso 5 . Inoltre il regolamento veniva considerato “inefficace” poiché non era mai stato inserito nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti e non era stato mai pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, in violazione del dettato del Regio Decreto 24.9.1931, n. 1256 “Approvazione del Testo Unico delle Disposizioni legislative riguardanti la promulgazione e pubblicazione delle leggi e dei regi decreti” (in G. U. n. 250 del 29.10.1931); infine veniva evidenziata l’incostituzionalità nelle norme 6 che garantivano alle autorità militari di tenere in cella di punizione, per settimane e mesi, i militari, senza alcuna garanzia di difesa o reclamo, in palese contrasto con l’art. 13 della Costituzione 7 . Notevoli erano anche le limitazioni alle libertà civili, spesso espresse in termini talmente generici da permettere facili prevaricazioni da parte dei comandanti: è il caso dell’art. 46, che proibiva la partecipazione “ad associazioni i cui fini o la cui 3 Cesare Medail, Sotto le stellette, Struzzi Einaudi, Torino, 1977; pag. 23 4 Legge 31.1.1926, n. 100 (G.U. n. 25 del 1.2.1926): SULLA FACOLTÀ DEL POTERE ESECUTIVO DI EMANARE NORME GIURIDICHE, art. 1 “Sono emanate con Reale Decreto, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri e udito il parere del Consiglio di Stato, le norme giuridiche necessarie per disciplinare: 1/A l’esecuzione delle leggi; 2/A l’uso delle facoltà spettanti al potere esecutivo; 3/A l’organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni dello Stato, l’ordinamento del personale ad esse addetto, ecc.” 5 D.P.R. 31.10.1964 Regolamento di disciplina militare, Preambolo, “Il Presidente della Repubblica, VISTO l’art. 38 del Codice Penale Militare di Pace; SENTITO il Consiglio Superiore delle Forze Armate; SULLA PROPOSTA del Ministro per la Difesa; DECRETA …” 6 Regolamento di Disciplina Militare, Min. Difesa-Centro C.F.T. Aeronautica, 1967; pag 88 e seg. 7 Art. 13 Cost. “La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.” 3
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La Rappresentanza Militare e le relative proposte di riforma

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Palantra
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi della Tuscia
  Facoltà: Scienze Organizzative e Gestionali
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Federico Sepe
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 51

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