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La Santa Sede e le relazioni con le Organizzazioni Internazionali per la cooperazione culturale

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5 sempre dalla Santa Sede nei confronti della cultura, “l‟unico bene dell‟umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire, diventa più grande” 1 . Le motivazioni che mi hanno spinta ad approfondire questa ricerca possono essere individuate, da una parte nel mio particolare interesse per questo argomento, dall‟altra, nella mia esperienza di tirocinio presso il Pontificio Consiglio della Cultura, Dicastero della Santa Sede che dedica il suo operato alla promozione della cultura e al dialogo con i non credenti, che mi ha permesso di approfondire le mie ricerche rispetto al ruolo che la Santa Sede ricopre sul piano internazionale attraverso i suoi organismi interni. In particolare, nello specifico ambito culturale, avremo modo di constatare come già secoli fa i Papi avessero agito come precursori delle recenti convenzioni e dichiarazioni internazionali inerenti la preservazione del patrimonio culturale: faccio riferimento alla Bolla Papale Cum almam nostram Urbem in sua dignitate et splendore conservari cupiamus del 1462, emanata da Papa Pio II (1458-1464), che verrà riprodotta e descritta nel terzo capitolo del presente lavoro dato il suo valore storico unico, inestimabile e avanguardistico. Alla luce di questa breve descrizione posso asserire che l‟analisi di cui tratterò si svilupperà in quattro principali capitoli: il primo, dal titolo La cooperazione culturale, obiettivo delle Organizzazioni Internazionali, raccoglierà gli elementi introduttivi necessari a definire e comprendere l‟argomento trattato e cercherà di ricostruire il processo storico che, a partire dal Secondo dopoguerra, ha portato la Comunità internazionale alla presa di coscienza del bisogno di preservare il patrimonio culturale. In questo capitolo, saranno affrontate sia la creazione degli organismi internazionali che sul piano universale e regionale hanno contribuito alla costituzione di norme di diritto internazionale vigente nell‟ambito della salvaguardia dei beni culturali, sia l‟introduzione alle maggiori convenzioni internazionali che hanno concretamente definito tali norme. Il secondo capitolo concentrerà l‟attenzione su La Santa Sede e le sue relazioni multilaterali: verranno descritte ed esplicate le principali caratteristiche della Santa Sede e sarà brevemente definita la storia moderna dello Stato Vaticano, a partire dai Patti Lateranensi, firmati a Roma l‟11 febbraio 1929 che ne statuirono il riconoscimento da parte dell‟Italia, fino ad arrivare alla spiegazione della sua organizzazione interna, con un particolare riferimento al Dicastero per la Cultura, e alle relazioni multilaterali che la Santa Sede intrattiene con la Comunità internazionale. Il terzo capitolo inerente La Santa Sede e l’UNESCO metterà in luce il ruolo svolto da questa Organizzazione Internazionale nella promozione della cultura, dell‟educazione e della scienza. 1 GADAMER H.G. (1900-2002), intervista rilasciata alla trasmissione “Aforismi”, Rai Educational, a cura di Donatella Di Cesare, 1999 (http://www.filosofia.rai.it/categorie/lo-speciale-di-rai-filosofia-hans-georg- gadamer/343/1/default.aspx, consultato il 29/10/2016)
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La Santa Sede e le relazioni con le Organizzazioni Internazionali per la cooperazione culturale

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Informazioni tesi

  Autore: Beatrice Frabollini Aliberti
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Libera Univ. degli Studi Maria SS.Assunta-(LUMSA) di Roma
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni Internazionali
  Relatore: Vincenzo Buonomo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 142

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Parole chiave

cooperazione
conflitti armati
patrimonio
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santa sede
salvaguardia
consiglio d'europa
cooperazione culturale
ahmad al-faqi al-mahdi
convenzione dell’aia per la protezione

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