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La costruzione impari del genere 'donna' attraverso la performatività delle immagini: modelli e stereotipi nel mondo televisivo italiano

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30 Nel 1911 la recensione su un giornale indica che oramai "flapper" è stabilito l'essere una giovane maliziosa e provocante. (https://it.wikipedia.org/wiki/Flapper) Questa libertà, ottenuta grazie alle dure battaglie intraprese dalle suffragette nei primi anni del Novecento, non durerà però a lungo; già a partire dagli anni Trenta, quando si realizza anche nel Regno Unito un incisivo rallentamento del tasso di natalità, e una sostenuta disoccupazione maschile, il governo corre ai ripari propagandando il solito “invito” rivolto alle donne a tornare a casa e fare figli. “Felice e fortunato l'uomo la cui moglie sia orgogliosa della casa […] alla quale piaccia fare bene le cose, in modo che egli sia fiero di lei e dei suoi figli” scrive nel 1939 il periodico inglese Housewife (casalinga), esprimendo un punto di vista largamente condiviso”. (A.M. Banti, 2009, p.164). In Italia con l'avvento del fascismo la concezione della figura femminile acquista più che mai connotati stereotipati, come negli altri paesi europei, il regime spinge la donna ad assolvere sopra ogni altra cosa la tradizionale funzione materna e casalinga, si vuole incrementare il tasso di natalità e scoraggiare il lavoro femminile e lo si fa attraverso una serie di leggi restrittive in diversi ambiti. “Nel 1923 viene impedito alle donne di diventare presidi; dal 1926 non possono insegnare storia, filosofia ed economia alle superiori; nel 1934 si introduce una politica delle ꞌꞌquote negativeꞌꞌ per le amministrazioni pubbliche, dove le donne non devono superare una certa percentuale -minoritaria- del personale; nel 1938 si precisa che sia nelle amministrazioni pubbliche sia in quelle private il personale femminile non può superare il 10% del totale degli impiegati”. (Ibidem, pp.188- 189). Negli anni Venti era nata la FILDIS (Federazione Italiana Laureate Diplomate Istituti Superiori) che nel 1935, sempre per ordini fascisti, fu sciolta. Parallelamente si creano leggi a favore degli uomini che hanno famiglie numerose e si assicura ad ogni capofamiglia un assegno familiare per moglie e figli a carico, l'aborto viene considerato reato contro lo stato e i celibi sono costretti a pagare una particolare tassa per non aver costituito famiglia. In Germania invece l'avvento del nazismo definisce un tipo particolare di donna che deve essere sì madre (anche qui l'incremento demografico era ritenuto fondamentale per la crescita del paese), ma doveva al contempo essere una donna lavoratrice in grado di portare ricchezza al paese, (nel 1939 il 37% delle donne
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La costruzione impari del genere 'donna' attraverso la performatività delle immagini: modelli e stereotipi nel mondo televisivo italiano

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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Flori
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Pro.Ge.AS - Progettazione e Gestione di Eventi e Imprese dell’Arte e dello Spettacolo
  Corso: Scienze e tecnologie delle arti figurative, musica, spettacolo e moda
  Relatore: Silvia Lelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 85

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Parole chiave

lady oscar
televisione italiana
donne e pubblicità
antropologia di genere
genere donna
anime e animazione anni ottanta
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dal sesso al genre
libertà femminile
tv e femminismo nell era di berlusconi

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