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La distribuzione del reddito dentro e tra le classi sociali: un confronto internazionale

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8 Il problema principale ora attiene alla distribuzione del reddito prodotto in una Nazione tra coloro che partecipano alla produzione in un‟ economia di mercato formata da operatori economici che assumono decisioni a livello individuale. “Nell‟ambito di un‟economia di mercato, il problema della distribuzione del reddito coincide largamente con il problema della formazione dei prezzi”.13 Seguire questa affermazione vuol dire che una volta che si sa come si formano i prezzi a livello generale, si sa anche il modo in cui si formano i salari nel mercato del lavoro e i profitti dei capitalisti imprenditori. I neoclassici presuppongono che il mercato del lavoro sia di concorrenza perfetta e che ogni lavoratore conduce trattative private con gli imprenditori. Secondo questa visione (di dubbio realismo), non esistono le classi sociali contrapposte, infatti, il lavoratore può scegliere di essere un imprenditore o un lavoratore salariato. La distinzione può essere basata solo per le funzioni economiche svolte dagli individui (lavoratori, consumatori, imprenditori). Il sistema economico neoclassico non richiede quindi l‟uso del concetto di classe; si può avere un sistema economico senza concepirlo come diviso nelle classi dei capitalisti e del proletariato. Quindi non essendovi classi contrapposte non si instaurano rapporti di sfruttamento a vantaggio di alcuni ed a danno di altri. Il sistema capitalistico viene considerato equo. Oltre ad essere equo è anche efficiente perché realizza la migliore utilizzazione delle risorse produttive disponibili. Tutti questi pregi si hanno in quanto in ogni mercato vige concorrenza perfetta.14 Il pensiero dei neoclassici si fonda inoltre sul presupposto che tutti i redditi possono essere ricondotti a redditi da lavoro. “Anche il profitto è il compenso scopi produttivi, o dai consumatori finali. Questi ultimi sono coloro che hanno fornito i servizi produttivi e che acquistano i beni prodotti dagli imprenditori spendendo il reddito che hanno ricevuto in cambio dei servizi produttivi. Quindi in questa rappresentazione non c‟è posto per il concetto di classe sociale. Vi sono invece due gruppi di individui tra loro differenziati: quello dei consumatori e quello degli imprenditori, e la differenziazione è basata unicamente sulla diversità delle decisioni che essi sono chiamati a prendere. L‟insieme dei consumatori decide la composizione e il livello dei consumi, e quindi quello del risparmio; l‟insieme delle imprese decide il livello e la composizione della produzione e dell‟investimento. Le decisioni dei consumatori non dipendono dal tipo di reddito che ricevono, ma solo dalla sua grandezza. Che il reddito di un individuo derivi per l‟80% da lavoro e per il 20 % da capitale o viceversa non fa alcuna differenza. Venendo meno il legame tra categorie di reddito e modi di spesa, viene eliminata in pari tempo la contrapposizione tra salari e profitti, da un lato, e consumi e investimenti, dall‟altro. Screpanti e Zamagni (2004) Volume I. 13, 14 Graziani (1993).
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La distribuzione del reddito dentro e tra le classi sociali: un confronto internazionale

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Informazioni tesi

  Autore: Mario Altavilla
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi del Sannio
  Facoltà: Scienze Economiche e Aziendali
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Emiliano Brancaccio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 152

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Parole chiave

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