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La posizione di garanzia nel reato omissivo improprio

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10 5.1.1. L’art. 40 c.p. L’art. 40 del Codice Penale e, in particolare, il capoverso, costituisce pertanto la norma chiave del presente lavoro. 5.1.1.1. Il nesso di causalità L’art. 40 c.p., nel primo comma, dispone che “nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se l’evento dannoso o pericoloso, da cui dipende l’esistenza del reato, non è conseguenza della sua azione od omissione”. È perciò ammessa la causalità anche tra omissione ed evento 12 . Ma, mentre per il nesso causale tra azione ed evento i criteri di spiegazione si possono enunciare ex post in base ad una derivazione “fattuale” o “meccanica” (grazie ad un facere dell’agente), tale derivazione è assente nella causalità omissiva, di cui pure si occupa il medesimo primo comma dell’art. 40. Il problema è quello di spiegare un evento non secondo accadimenti reali, bensì alla stregua di un non fare (qualcosa di determinato) da parte del soggetto; ecco perché è necessario evidenziare la differenza concettuale tra causalità attiva ed omissiva, nel senso che in quest’ultima non si ha per nulla impiego di forze materiali, ma solo una relazione ipotetica da instaurare tra la mancata azione dovuta e l’evento concreto che si è hic et nunc verificato. 12 In Italia, una corrente che ottenne un rilevante successo, è quella che è pervenuta alla conclusione di negare all’omissione ogni rilevanza causale (Cfr. nota 34 in ANTOLISEI, Manuale, op. cit., 256). L’omissione, si rileva, non può considerarsi causa, perché, quando in seguito ad essa si è verificato un evento, sono le forze della natura, come caso fortuito e forza maggiore, alle quali non reagisce la persona obbligata ad agire, quelle che lo hanno cagionato; un giudizio ipotetico avviene su un accadimento che non si sarebbe verificato qualora l’azione impeditiva fosse stata compiuta. La punizione dell’omissione non dipende, dunque, dalla sua causalità, ma è la legge che in taluni casi considera alla stessa stregua il fatto di determinare l’evento e il fatto di non impedirlo. Questa teoria, non pare tuttavia esaustiva di informazioni.
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La posizione di garanzia nel reato omissivo improprio

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Informazioni tesi

  Autore: Emanuele Di Salvo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Cristina De Maglie
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 190

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Parole chiave

art. 40 cpv. c.p.
garantenstellung
impedimento di reati
omissione
posizione di controllo
posizione di garanzia
posizione di protezione
reato omissivo improprio
teoria formale
teoria funzionale

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