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La rappresentanza degli interessi settoriali nel processo d’integrazione europea: le lobby agricole italiane e la riforma dell’organizzazione comune del mercato vitivinicolo

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12 Federalisti 4 del calibro di Altiero Spinelli denunciarono l’azione di europeizzazione con tali parole: Prima che il governo degli Stati Uniti possa procedere nello sforzo ad alleviare la situazione […] l’iniziativa deve venire dall’Europa e il programma dovrebbe essere concertato in comune, con l’accordo di un certo numero di nazioni, se non di tutte 5 . La situazione europea, dominata da un sistema di Stati-nazione, era molto diversa dalla situazione in cui le tredici colonie americane si trovavano nel XVIII secolo. La differenza tra il contesto atlantico e quello europeo creerà incomprensioni tra Stati Uniti e paesi europei sulla gestione del processo d’integrazione europea 6 . Tuttavia l’iniziativa statunitense segnò la prima fase dell’integrazione europea. Infatti il Piano Marshall condusse all’Organizzazione Europea per la Cooperazione Economica (OECE) e all’istituzione del Consiglio d’Europa. L’OECE aveva il compito di promuovere la cooperazione economica tra i 16 paesi europei facenti parte del Comitato, a cui si aggiungeranno in seguito la Repubblica Federale di Germania e la Spagna. Il suo compito era quello di ridistribuire gli incentivi finanziari e di liberalizzare gli scambi. A tale scopo verrà creata l’Unione europea dei pagamenti (UEP). Per quanto riguarda la cooperazione politica venne creato il Consiglio d’Europa il 5 maggio 1949 con il compito di «favorire la creazione di uno spazio democratico e giuridico 4 Per sommi capi possiamo rilevare che esistono tre principali approcci al processo d’integrazione europea. La corrente confederalista vede una cooperazione tra Stati per la cura di interessi economici e politici, senza alcuna delega di sovranità ad organi centrali. La corrente federalista è la filosofia del Manifesto di Ventotene del 1941. La tesi dei federalisti era quella che il crollo dello Stato sovrano assoluto, di cui il fascismo era stata la rappresenta- zione ormai evidente della crisi, avrebbe portato alla creazione di una organizzazione federale europea, cui avrebbe dovuto far seguito anche una riorganizzazione interna ai singoli Stati. La corrente funzionalista , il cui padre fondatore è Jean Monnet, afferma la necessità di una “po- litica di piccoli passi” attraverso integrazioni settoriali successive, con crescenti cessioni di sovranità a nuove istituzioni. Per i funzionalisti la creazione di strutture economiche avrebbe favorito lo svuotamento progressivo delle sovranità nazionali. 5 Edomondo Paolini, Altiero Spinelli: appunti per una biografia , Bologna, il Mulino, 1988, p 56
Anteprima della tesi: La rappresentanza degli interessi settoriali nel processo d’integrazione europea: le lobby agricole italiane e la riforma dell’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, Pagina 8

Informazioni tesi

  Autore: Elisa Bruno
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Studi Europei
  Relatore: Paolo Caraffini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 216

FAQ

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