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Maternità e bias percettivi: uno studio pilota sulla percezione degli stimoli visivi nelle madri

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8 attraverso le diverse modalità con cui può avvenire l’incontro dei genitori con il loro bambino reale, ed il puerperio, momento in cui la neomamma ed il neopapà devono concretamente fare i conti con il nuovo esserino a cui hanno dato la vita. Segue poi una parte specifica sulla formazione del legame di attaccamento: ne vengono esaminate le varie tipologie, si dà importanza anche al rapporto prenatale che si forma tra il feto e la madre ed alle pratiche che possono favorire oppure ostacolare l’instaurarsi del legame dopo la nascita del piccolo. A conclusione di questo capitolo vi è una piccola raccolta di testimonianze di esperti che esprimono la propria posizione in merito all’accudimento dei bambini. Il secondo capitolo si presenta invece come una sorta di “viaggio” all’interno del nostro apparato visivo: a partire dalla formazione dell’immagine sulla retina si viene guidati attraverso le varie aree cerebrali che permettono all’informazione visiva di arrivare fino alla corteccia striata. Di ogni “tappa” del percorso vengono illustrate le caratteristiche neuroanatomiche e funzionali, i collegamenti con le altre zone cerebrali e l’eventuale collocazione all’interno di sotto-sistemi cerebrali destinati al processamento di specifiche informazioni visive. Il capitolo prosegue poi attraverso un’analisi della funzione visiva durante tutto il ciclo di vita dell’individuo: lo sviluppo del sistema visivo viene presentato già a partire dal periodo fetale, fase in cui avviene l’organogenesi dell’apparto ed in cui il bambino appare già in grado di elaborare semplici informazioni visive. Viene poi analizzata l’evolversi della funzione visiva durante le fasi dell’età infantile, adulta ed anziana. L ’ultima parte del capitolo si concentra sull’analisi della percezione della distanza e delle dimensioni, due caratteristiche della visione fondamentali ai fini della ricerca presentata a conclusione della tesi. Il terzo capitolo, ponendosi nuovamente in un’ottica più psicologica, indaga attraverso un’analisi della letteratura, quali sono i fattori che possono portare ad alterazioni più o meno grandi nell’abilità visiva. Gli studi portano infatti ormai consolidate evidenze circa l’influenza che fattori cognitivi ed emotivi esercitano sull’elaborazione delle informazioni visive. A conclusione di questa parte, ci si sofferma sulle ricerche che hanno valutato i bias che coinvolgono le donne in gravidanza e nel periodo postnatale: sono proprie queste il punto di partenza che hanno permesso di sviluppare gli obiettivi e le ipotesi dello studio pilota presentato, come affermato più sopra, nel quarto capitolo.
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Maternità e bias percettivi: uno studio pilota sulla percezione degli stimoli visivi nelle madri

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Informazioni tesi

  Autore: Sabrina Berardo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia Clinica e di comunità
  Relatore: Rocco Quaglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 125

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