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Problematiche informatico-giuridiche degli SMS e degli MMS

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10 sulla ripresa dell’uso delle frequenze: ognuna di quest’ultime poteva essere riutilizzata diverse volte in luoghi distanti tra loro perché le antenne trasmettevano a bassa potenza. Inoltre, l’aggiornamento automatico della localizzazione del destinatario rendeva possibile l’instradamento della comunicazione verso gli utenti mobili, in modo tale che l’utente chiamante non dovesse necessariamente conoscerne la posizione. Ad ogni modo, sviluppatisi nei primi anni Ottanta, esempi di standard di questo tipo, della Generazione 1 (1 G), erano il NMT (acronimo di Nordic Mobile Telephone, sistema di telefonia mobile del Nord Europa), il TACS (acronimo di Total Access Communication System, sistema di comunicazione ad accesso totale) e l’AMPS (acronimo di Advanced Mobile Phone Service, servizio telefonico mobile avanzato). In Italia, invece, il primo servizio di telefonia radiomobile era quello della SIP (sigla della Società Italiana per l’esercizio delle Telecomunicazioni) con il nome RTMI (acronimo di Radio Telefono Mobile Integrato), nata negli anni Settanta. L’istituzione degli apparecchi cellulari analogici, tuttavia, permetteva a ciascun Paese di progettare il proprio sistema di comunicazione radiomobile, sfortunatamente incompatibile con quello delle altre nazioni in termini di hardware e software. Ragion per cui, per superare questa diversità, nel 1982 la CEST (acronimo di Confèrence Èuropenne des Poste set des Tèlècommunications, la Conferenza Europea delle amministrazioni delle Poste e delle Telecomunicazioni) aveva istituito una commissione tecnica con il compito di tracciare uno standard europeo per le comunicazioni cellulari radiomobile. La delegazione avrebbe consentito a ogni destinatario di usufruire del servizio usando lo stesso terminale in ogni nazione che avesse aderito a questa iniziativa: il GSM (acronimo di Groupe Spècial Mobile, poi Global System Mobile communications, Sistema Globale per la comunicazione Mobile). La decisione aveva portato alla nascita della così designata Generazione 2 (2 G), attivata nel 1991. Il sistema GSM era lo standard internazionale 2 G ed attualmente il più diffuso al mondo: molti operatori di telefonia mobile avevano stipulato tra loro accordi per la realizzazione del roaming, cioè la commutazione automatica fra reti differenti. Col tempo il servizio si evolveva sempre più, tanto che nel 2001 nasceva il GPRS (sigla di General Packet Radio Service, servizio di trasmissione dati mediante commutazione di pacchetto e non di circuito come GSM), che permetteva il collegamento a velocità più elevate del terminale radiomobile con la rete dati e con l’uso di un’interfaccia radio innovativa. Uno dei vantaggi maggiori di quest’ultimo servizio era, ed è tutt’ora, un accesso ad Internet paragonabile a quello ottenibile con un modem attuale. La connessione dei dati era tariffata in base ai pacchetti trasmessi e non al tempo di collegamento. Quella appena descritta è stata battezzata come la Generazione 2.5 (2,5 G). Successivamente, i continui miglioramenti e innovazioni avevano permesso di realizzare la Generazione 2.75 (2.75 G) che usufruiva del servizio EDGE (acronimo di Enhanced Data rates for GSM Evolution, Trasferimento Dati per l’Evoluzione della Rete GSM). In seguito, nel 2002 è stato apportato un cambiamento radicale nel mondo della telefonia, primo fra tutti quello di combinare gli apparecchi telefonici con quelli a banda larga per la trasmissione di dati. Era proprio in questo periodo che nasceva la denominata Generazione 3 (3 G), che utilizza ancora oggi il sistema di comunicazione
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Problematiche informatico-giuridiche degli SMS e degli MMS

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Informazioni tesi

  Autore: Raffaella Pino
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giovanni Ziccardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 174

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