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Può darsi un diritto di sopravvivenza? Giustizia e giusnaturalismo in alcune proposte di etica politica contemporanea: John Rawls, Robert Nozick, Giuliano Pontara

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Vorrei ora proporre di seguito alcune osservazioni sulle tre opere in oggetto, all’uopo di render meno scuro il tenore delle considerazioni che vengono svolte nel mio lavoro. Per quanto riguarda Rawls, innanzi tutto, alle critiche che ho da muovere al suo libro va premessa la considerazione che merita, comunque, per la formulazione del principio di differenza, che mi pare condensare un'idea di convivenza sociale davvero avanzata ed elevata moralmente. Ciò premesso, bisogna pur notare che A Theory of Justice si fonda sulla persuasività di un esperimento mentale, il che presta il fianco ad una serie di osservazioni critiche forse non irrilevanti. I principi di giustizia trovano il loro sostegno nel 'fatto' che verrebbero scelti nella posizione originarla; anzi, sono quelli perché verrebbero scelti: questo costituisce - è evidente - una, sia pure sottile, fallacia naturalistica. In ogni modo, è da notare che Rawls stesso riconosce che la deduzione dei due principi dai vincoli della posizione originaria, non può essere rigorosa: «[...] da un punto di vista ideale vorrei riuscire a dimostrare che adottare [i due principi] è l'unica scelta compatibile con la descrizione completa della posizione originaria. In realtà, si vorrebbe che quest'argomento fosse rigorosamente deduttivo. [...] Dovremmo quindi ricercare una specie di geometria morale, con tutto il rigore che connota questo termine. Sfortunatamente gli argomenti che darò sono ben lontani da ciò, essendo nel complesso altamente intuitivi». Ma, al di là di questa 'confessione' di Rawls, bisogna osservare che la deduzione dei due principi di giustizia dalla descrizione della posizione ori- ginaria, è molto ardua di per sé, per il contenuto dei vincoli proposti. Questi possono risultare, infatti, ad un attento esame, addirittura contraddittori. Al di là della corretta deducibilità dei due principi dalla posizione originaria poi, resta da constatare come almeno il primo principio si presti a gravi obiezioni sul suo contenuto. È di Paolo Comanducci l'osservazione che questo può agevolmente venir scorporato in tanti sub-principi quante sono le libertà fondamentali riconosciute da Rawls, e queste possono facilmente entrare in conflitto le une con le altre, senza che Rawls fornisca adeguati criteri gerarchici per dirimere tali difficoltà, cosicché risulterebbe praticamente molto difficile stendere una costituzione conforme alla teoria della giustizia dell'americano. In continuità con questi problemi, si colloca quello circa la stabilità che si può immaginare per una società conforme alla teoria rawlsiana. Ho cercato di verificare la questione rifacendomi a Montesquieu, che offre una definizione di libertà affatto diversa da quella rawlsiana, sostanzialmente riconducibile alla "libertà dalla paura di essere turbati nel pacifico godimento della vita e dei possessi ad opera di altri cittadini". Questa impostazione sarebbe davvero conforme al desiderio di mantenere libera la società dalla piaga dei “free-riders”, non quella rawlsiana, troppo garantista e, a tratti, perfino ingenua, come quando paragona il potere stabilizzante del monarca assoluto di Hobbes a "rapporti di amicizia e fiducia reciproca”. Per quanto riguarda il contenuto del principio di differenza, ho solo rilevato come i suoi limiti di applicabilità sembrino arbitrari. Rawls li fa coincidere con quelli di una società “a scarsità limitata”, ove "le condizioni non sono così dure da costringere inevitabilmente al fallimento imprese fruttuose”. Questo esclude a priori il Terzo Mondo, costituito da società che abbiamo chiamato “a scarsità grave", per le quali Rawls non ha nulla da dire: perché V
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Informazioni tesi

  Autore: Maurizio Duce Castellazzo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1992-93
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Flavio Baroncelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 94

FAQ

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Parole chiave

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