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Regionalismo e federalismo in Italia e in Germania. Due modelli a confronto e profili di cooperazione transfrontaliera.

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8 diversi, i nostri ordinamenti. Senza quell’adeguamento non si riuscirebbe a spiegarne le caratteristiche essenziali. 2. Inquadramento storico delle istituzioni di carattere federale : la Confederazione di Stati. La Confederazione di Stati63, di regola, viene tratta dall'esame di un certo numero di casi storici, in cui si nota l'associazione di Stati sovrani64 allo scopo di realizzare progetti di azione comune di importanza fondamentale. Gli elementi caratterizzanti della Confederazione vengono individuati nella presenza di un patto associativo tra enti che riservano a sé stessi l'attributo della sovranità internazionale65, nei fini che questi ultimi si propongono di raggiungere66; nell'operatività di un certo numero di organi comuni; in particolare l'“assemblea” o “dieta” confederale, i cui componenti vengono individuati in rappresentanza degli Stati confederati67. Una tale struttura 63 Cfr. J. ELAZAR, Idee e forme del federalismo, Milano, 1998, p. 6; per un fondamento dottrinario più risalente nella storia vedi P.J. PROUDHON, Du principe fédératif et de la necessité de réconstituer le parti de la revolution, Paris, 1863, p. 67. Va poi rimarcato come molti abbiano ridotto le nozioni di Confederazione e Stato federale a semplici species del genus federalismo: ancora e per tutti, D. J. ELAZAR, Confederation and Federal Liberty, in Publius, XII, 1982, 1, pp. 1 ss.; ma si confronti, per notare il cambio di opinione di uno dei più famosi studiosi dei modelli di federalismo, ID., Federal Systems of the world: A Handbook of Federal Confederal and Autonomv Arrangements, Exeter, 1991, p. XV, nonché ID., Idee cit., pp. 7-8, 35, 107, 110, 121. La “confederazione” di Elazar è ridotta a “tipo di ordinamento federale” nel quale diverse “comunità politiche” si uniscono insieme «per formare un governo comune a fini rigidamente limitati, solitamente per la politica estera e la difesa», il che la caratterizzerebbe come «collegamento relativamente poco vincolante di comunità». La confederazione in quanto tale è distinta dalla “federazione” in senso stretto, definita come una «comunità composta da forti entità costitutive e da un forte governo generale, ciascuno dotato di poteri ad esso delegati dal popolo e autorizzato a trattare direttamente con i cittadini nell'esercizio di quei poteri». Di diversa opinione M. ALBERTINI, Le radici storiche e culturali del federalismo europeo, in R. MARENA, A. BUTTERI, V. CONSOLE [a cura di], Bibliografia del federalismo europeo (1776-1984), Milano, 1987, p. 10, secondo cui le tesi dirette a minimizzare la differenza tra Confederazione e Federazione sul presupposto che quest'ultima sarebbe solo «l'ultimo gradino di una scala evolutiva che parte da un sistema di Stati nazionali a sovranità assoluta e giunge al livello federale», non considerano che «la Federazione è uno Stato mentre la Confederazione non lo è». Basterebbe, sempre secondo Alberini, pensare alla Convenzione di Filadelfia «per constatare che un abisso separa la Federazione dalla Confederazione e per comprendere che con la Federazione è nato un nuovo tipo di Stato». 64 A. TRUINI definisce gli Stati sovrani come «enti politici costituenti ordinamenti originari». Vedi A. TRUINI, Federalismo e regionalismo in Italia e in Europa, Vol. I, Padova, 2001, p. 30 65 Cfr. N. OLIVETTI RASON e L. P EGORARO, Considerazioni introduttive, in Ii. Dd. [a cura di], Esperienze federali contemporanee, Padova, 1996, p. XIV; A. DANESE, Il federalismo: cenni storici e implicazioni politiche, Roma, 1995, p. 15, definisce addirittura le Confederazioni come «varianti delle alleanze tra gli Stati». L. LEVI, Il «Federalist» e la teoria della ragion di Stato, in G. NEGRI, [a cura di], Il Federalista: 200 anni dopo, Bologna, 1988, p. 58, sostiene che, pur avendo la «sostanza politica delle alleanze», la Confederazione di Stati ha, in più, una struttura istituzionale comune e un ordinamento giuridico di riferimento. 66 A. TRUINI (Federalismo e regionalismo…cit., p. 30) definisce tali fini come «di regola indirizzati alla soddisfazione di interessi omologhi nel campo delle relazioni politiche interne e internazionali e, talora, alla costituzione di uno spazio commerciale “libero”». 67 Cfr. G. BOGNETTI, Federalismo, in Digesto delle Discipline Pubblicistiche, VI, Torino, 1994, pp. 277-28, con riferimento al caso della Confederazione svizzera rifondata nel 1815, nonché all'Atto costitutivo della Confederazione germanica nata in quello stesso anno, che, almeno in prospettiva, avrebbe avuto come obiettivo la costituzione di un libero mercato interno; ma si cfr. anche G. ROLLA, L'autonomia costituzionale delle comunità territoriali. Tendenze e problemi, in T. GROPPI [a cura di],
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Regionalismo e federalismo in Italia e in Germania. Due modelli a confronto e profili di cooperazione transfrontaliera.

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Informazioni tesi

  Autore: Daisy Galliussi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Alessandro Truini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 284

FAQ

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