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Tra tradizione e innovazione: l'industria della carta in Italia

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14 I.2) Le tecniche di fabbricazione fino al secolo XIX Fino al XIX secolo l‟industria della carta dovette far ricorso essenzialmente agli stracci, una materia prima che si fece sempre più rara in proporzione alla crescente domanda di carta in tutto il mondo. Il processo produttivo iniziava con l‟assortimento degli stracci3, i quali dopo essere stati asciugati venivano ripartiti in tre gruppi: fini, mezzani e terzi, a seconda della qualità che dipendeva dal grado di bianchezza e di finezza delle tele. Gli stracci fini servivano per la carta da scrivere di prima qualità; i mezzani contenevano della lana che mal si amalgamava con le altre fibre di origine vegetale e il loro utilizzo era limitato a carte ordinarie; gli stracci terzi venivano impiegati per le carte da imballaggio. L‟assortimento era fondamentale per ottenere delle paste omogenee e quindi carta di buona qualità. Questa operazione era generalmente compiute da donne che lavoravano a due a due di fronte ad una cassa a tre comparti nella quale raccoglievano gli stracci, una volta raschiati con il coltello, a seconda della loro qualità. Gli scarti della raschiatura, buttati ai loro piedi, venivano raccolti da un apprendista e costituivano una quarta qualità, impiegata per la produzione di carta grigia grossolana, con la quale venivano avvolti le risme di carta bianca o lo zucchero. La seconda fase del processo consisteva nel lavaggio e fermentazione dei cenci4. Una volta selezionati, gli stracci erano inseriti nelle tine munite di buchi sul fondo e graticci di filo metallico ai lati, dove erano continuamente rimossi e sciacquati con acqua corrente. Poi venivano pressati, coperti con tela di sacco e lasciati fermentare per almeno una settimana, questa operazione trasformava gli stracci in un impasto unito, compatto, morbido e resistente. La terza fase, il taglio degli stracci5, inizialmente veniva effettuata a mano con una falce e un ferro a forma di uncino. Successivamente venne impiegata un‟apposita macchina, che consisteva in una tramoggia verticale dove i cenci, ben assortiti, erano assortiti e pigiati. Un cilindro orizzontale armato di uncini, posto sotto la tramoggia, 3 ANNA DELL‟OREFICE, L’industria della carta nel Mezzogiorno d’Italia, Libraire Droz, Geneve, 1979. 4 Ibidem. 5 Ibidem.
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Tra tradizione e innovazione: l'industria della carta in Italia

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Informazioni tesi

  Autore: Matteo Ruiz
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Luca Garbini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 161

FAQ

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