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Utilizzo dell'ozono per il trattamento di alimenti conservati in frigorifero domestico

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4 1. INTRODUZIONE: STORIA DELL’OZONO L’ozono fu per la prima volta rilevato sensorialmente dal chimico olandese Martinus Van Marum nel 1785 che, nella descrizione dei suoi esperimenti, parlò di un odore caratteristico dell’aria sottoposta a scariche elettriche. Tuttavia questa scoperta fu menzionata decenni dopo: in un trattato del tedesco Christian Friedich Schönbein (Rubin, 2001), presentato nel 1840 all’università di Monaco. Anche il chimico tedesco aveva notato lo stesso odore caratteristico che veniva liberato dall’aria, a seguito di una scarica elettrica durante i suoi esperimenti, per questo motivo denominò il gas “ozono” che deriva dalla parola greca “ozein”, che significa “odore”. Schönbein viene ricordato come il primo scopritore dell’ozono, anche perché fu il primo a studiarne i meccanismi d’azione sulla materia organica. Dopo il 1840 furono portati avanti molti studi sul meccanismo di disinfezione dell’ozono e a Berlino fu prodotto uno dei primissimi generatori da un ingegnere tedesco: Ernest Werner Von Siemens. Egli scrisse anche un libro riguardo all’utilizzo dell’ozono sulla disinfezione dell’acqua che aprì la strada a numerosi progetti per verificare l’efficacia del meccanismo d’azione. Nel 1897 Marius Paul Otto, un chimico francese, ricevette un dottorato presso l’università della Sorbona per la sua ricerca dal titolo “La ricerca sull’ozono” e fu il fondatore della prima azienda specializzata nell’istallazione di ozonizzatori: “Compagnie Générale de l’ozone”, divenuta poi: “Compagnie des Eaux et de l’ozone” (CEO). Quasi contemporaneamente al dottorato di Otto, nel 1893, iniziarono, ad Oudshoorn (Paesi Bassi), le prime prove tecniche con l’ozono, portate avanti da scienziati francesi, i quali installarono anche un’altra unità di ricerca a Nizza nel 1906 (Hill e Rice, 1982). Da allora la città dispone di un impianto di ozonizzazione dell’acqua e viene considerata come la “patria dell’ozono per il trattamento delle acque potabili”. Negli anni antecedenti la Prima Guerra Mondiale ci fu un aumento delle installazioni di ozono in diversi paesi: intorno al 1916 erano presenti quarantanove installazioni in tutta Europa, ventisei delle quali in Francia. A seguito di questa fase il boom dell’ozono cessò per un periodo, poiché venne scoperta la sua tossicità in caso di eccessiva inalazione. Il disinfettante sostitutivo divenne il cloro, poiché risultava più facile da maneggiare e meno deperibile nel breve periodo. Fu dopo la Seconda Guerra Mondiale che l’utilizzo dell’ozono ritornò in voga e crebbe notevolmente fino a raggiungere più di duemila installazioni in tutto il mondo nel 1985. Tra il 1953 e il 1956 fu riconosciuta l’efficacia dell’ozono sotto pressione per la sterilizzazione di contenitori alimentari vuoti, tecnica sfruttata soprattutto in Svizzera sulle bottiglie di vetro. Ancora oggi il cloro trova utilizzo nella disinfezione delle acque, tuttavia già dal 1973 la scoperta dei trialometani (THM), come sottoprodotti nocivi della disinfezione con cloro, portò
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Informazioni tesi

  Autore: Federica Fantinato
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e Tecnologie Alimentari
  Relatore: Luciano Piergiovanni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 95

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Parole chiave

alimenti
microbiologia
frigorifero
ozono

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