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Verifica dell’efficacia della stimolazione luminosa intermittente nel potenziare la memoria nell’invecchiamento

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8 1.4 Aspetti psicologici della memoria La natura della memoria e le modalità del suo funzionamento sono state affrontate in termini diversi e talvolta contrastanti dalle varie scuole psicologiche in base ai rispettivi orientamenti teorici (www.italz.it). Le prime ricerche, a partire da Ebbinghaus, si basano sul modello associativo, che in seguito è stato contestato dalla psicologia della forma secondo la quale la memoria non è spiegabile in termini di nessi associativi ma, come per i processi percettivi, in termini di organizzazione dell’insieme memorizzato, che tende sempre ad assumere la struttura più semplice, più economica e più regolare. A questa tesi si è opposto il comportamentismo, per il quale la memoria è “un capitolo” dello studio dell’apprendimento che è possibile spiegare in termini di condizionamento sul modello stimolo-risposta. Il cognitivismo ha contestato la tesi comportamentista relativa all’unicità del processo di memorizzazione, distinguendo una memoria a lungo, a breve e a brevissimo termine (o memoria iconica). Quest’ultima non sarebbe sottoposta a fenomeni di interferenza semantica come accade alle prime due forme di memoria. Inoltre la memoria a lungo termine non avrebbe alcun rapporto con l’ambito percettivo, che invece caratterizza la memoria a breve termine e quella iconica. Il cognitivismo, che ha fatto della memoria l’oggetto specifico del suo studio, ha inoltre elaborato modelli interpretativi mutuati dalle categorie concettuali della teoria dell’informazione e della cibernetica. Infatti, la costruzione di memorie per calcolatori permette di elaborare modelli che si rivelano validi anche per il funzionamento della mente umana e viceversa. Infine, nell’ambito della sociobiologia, R. Dawkins ha introdotto il concetto di “meme”, che a suo avviso rappresenterebbe la controparte culturale del gene, sarebbe cioè l’unità dell’ereditarietà culturale che avrebbe alcune proprietà dell’evoluzione biologica con possibilità di trasmissione culturale da individuo a individuo. Dawkins distingue i memi, che sono le unità di informazione conservate nella memoria, dai prodotti dei memi, che sono le loro manifestazioni esterne percepibili. È importante che il cervello non sia impegnato in altri compiti quando memorizza un evento (www.opsonline.it). La questione dell’interferenza, ossia di come le nuove informazioni apprese interagiscano con le vecchie, è un punto fondamentale per la formulazione di teorie dell’apprendimento e del ricordo. Se ad uno scolaro si presentano definizioni senza che tra queste sia lasciato del tempo e sempre in una forma diversa,
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Verifica dell’efficacia della stimolazione luminosa intermittente nel potenziare la memoria nell’invecchiamento

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Informazioni tesi

  Autore: Gaia Dall'oglio
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia Clinica Dinamica
  Relatore: Francesca Pazzaglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

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Parole chiave

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