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Vim Vi Repellere Licet: la legittima difesa nel diritto romano

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22 La legittima difesa, oltre che un diritto, può essere considerata anche come un dovere, quando riguarda il caso in cui si è responsabili della vita altrui. La necessità di difendere il bene comune concede di porre l'ingiusto aggressore in stato di non nuocere; a questo proposito, è doveroso ricordare il caso particolare dei rappresentanti dell’autorità costituita, che hanno non solo il diritto, ma anche il dovere di intervenire, anche con violenza estrema, legata all’uso delle armi, per difendere i cittadini sottoposti alla loro protezione contro eventuali aggressori che vogliono violare l’incolumità loro e dei loro beni. L'insegnamento tradizionale della Chiesa, quindi, non condanna l’uccisione dell’aggressore quando questa risulta essere l'unica via praticabile per difendere efficacemente la vita degli esseri umani da attacchi ingiusti; se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendersi dall'aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, il soggetto che agisce in difesa deve limitarsi a questi mezzi, poiché essi sono in grado di soddisfare al meglio le condizioni concrete del bene comune e la tutela della dignità della persona umana. 35 Analizziamo, dunque, i brani che trattano di autodifesa e di uso della forza letale con lo scopo di difendere. In primo luogo, è possibile rinvenire il principio della legittima difesa nei versetti 2 e 3 del capitolo 22 dell’Esodo, i quali così recitano: “Se il ladro, colto nell'atto di fare uno scasso, viene percosso e muore, non vi è delitto di omicidio.” e: “Se il sole è già sorto quando avviene il fatto, vi sarà delitto di omicidio. Il ladro dovrà risarcire il furto. Se non può farlo, sarà venduto per pagare ciò che ha rubato.”. (1265 – 1274). È il trattato più famoso della teologia medioevale e influenzò la filosofia e la teologia posteriore. Concepita come un manuale per lo studio della teologia, nella struttura dei suoi articoli è un'esemplificazione tipica dello stile intellettuale della Scolastica. San Tommaso d’Aquino la scrisse tenendo presenti le fonti propriamente religiose, cioè la Bibbia e i dogmi della Chiesa cattolica, ma anche le opere di alcuni autori dell'antichità, quali Aristotele (autorità massima in campo filosofico) e Sant'Agostino d'Ippona (autorità massima in campo teologico). A tal proposito vedi: Voce “Somma teologica”, in Enciclopedia Treccani; Barzaghi G., La Somma Teologica di San Tommaso d'Aquino, in Compendio, Bologna, Edizioni Studio Domenicano, 2009; Weisheipl J., Tommaso d'Aquino. Vita, pensiero, opere, Milano, Jaca Book, 2003. 35 A tal proposito vedi: Catechismo della Chiesa Cattolica, 2267.
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Vim Vi Repellere Licet: la legittima difesa nel diritto romano

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Informazioni tesi

  Autore: Silvia Tironi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Antonio Mario Banfi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 203

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