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Analisi quantitativa e comparativa dei regimi fiscali vigenti in Italia e Lussemburgo sui fondi comuni di investimento

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esclusivamente sul valore della performance per valutare gli investimenti. Ad elaborare per 
la prima volta questi principi fu Harry Markowitz con un celebre articolo pubblicato nel 
1
1952 sul Journal of Finance. Egli diede vita alla teoria del portafoglio secondo la quale una 
classificazione dei portafogli gestiti non può basarsi esclusivamente su un indicatore che 
misuri soltanto il rendimento di un determinato portafoglio, ma deve utilizzare una misura 
più analitica che consideri anche le modalità attraverso le quali sono stati ottenuti determi‐
nati risultati in termini di performance. 
Poiché esiste una stretta relazione tra il rendimento ed il rischio, l’analisi bidimensionale ef‐
fettuata per la prima volta da Markowitz si dimostra necessaria per quanto riguarda la valu‐
tazione dei fondi comuni. La relazione esistente tra rischio e rendimento è diretta: si pos‐
sono sì ottenere risultati sempre maggiori di performance incrementando il livello di rischio 
del portafoglio, ma in questo modo aumentano anche le probabilità di incorrere in perdite 
altrettanto consistenti. L’investitore, dunque, dovrà scegliere non il fondo con il miglior 
rendimento storico assoluto, bensì quello con il più alto rapporto rischio/rendimento, vale a 
dire quello che meglio di altri è riuscito a remunerare il rischio sostenuto. 
Per considerare contemporaneamente gli aspetti legati al rendimento ed al rischio dei pro‐
dotti di investimento sono stati elaborati numerosi indicatori definiti RAP (acronimo inglese 
per Risk Adjusted Performance), ossia indicatori che rettificano la performance di un pro‐
dotto finanziario tenendo in debito conto la sua rischiosità. 
L’indice di Sharpe è la misura RAP più utilizzata sia dalle società di gestione che dalla stampa 
e fu introdotta per la prima volta nel 1966 dal premio nobel William F. Sharpe con il ter‐
mine di reward to variability ratio, ossia il tasso di remunerazione del rischio. Considerato 
un investimento a rischio nullo, tale indice si costituisce mettendo al numeratore la differ‐
enza tra la performance media degli ultimi tre anni del fondo e quella dei titoli di Stato a 
2
breve termine ed al denominatore la deviazione standard dei ritorni mensili del fondo. 
L’indice di Sharpe è, quindi, un rapporto tra il rendimento del fondo (in eccesso al rendi‐
mento dell’investimento a rischio nullo) ed il rischio del fondo stesso; esso viene anche de‐
finito come il maggior rendimento che il fondo offre per un aumento del rischio. 
Non solo. Al momento di valutare la qualità di diversi fondi comuni di investimento, è fon‐
damentale  considerare  prodotti  simili  per  caratteristiche  quali  la  specializzazione 
geografica, la stessa specializzazione per asset class, e così via: dunque, fondi azionari con 
                                                            
1
 Markowitz H.M. (March 1952), Portfolio Selection, The Journal of Finance 7 (1), pp.77–91. 
2
 La deviazione standard è l’unità di misura con cui normalmente viene calcolato il rischio, o per meglio dire la volatilità, di uno 
strumento finanziario: si tratta di un parametro statistico che dice entro quale intervallo è probabile che cada la performance 
del fondo nel prossimo periodo; maggiore è la deviazione standard, più ampio è tale intervallo e quindi l’incertezza sulla per‐
formance futura del fondo. 
6 
 

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Informazioni tesi

  Autore: Chantal Mantovani
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Scienze Statistiche
  Corso: Statistica economica, finanziaria ed attuariale
  Relatore: Vittoria Cerasi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 81

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