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Antitrust e professioni: il procuratore sportivo

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Anteprima della tesi: Antitrust e professioni: il procuratore sportivo, Pagina 12
Tale processo di industrializzazione coinvolse in specie il settore 
manifatturiero, il settore agricolo nonché quello dei trasporti, 
contestualmente ad un rapido evolversi dei progressi in campo 
scientifico e tecnologico. 
L‟aumento della domanda di beni e servizi favorì l‟espansione 
dei mercati già esistenti nonché la creazione di nuovi; gli istituti di 
credito e, in generale, le società di investimento, videro aumentare il 
livello dei propri affari in maniera vertiginosa. Tutto ciò, in uno con 
l‟affermarsi del principio capitalistico, avallato da una politica da 
26
parte del governo federale votata essenzialmente al laissez faire, 
contribuì, di fatto, al successo economico e industriale della nazione. 
Fu però sul piano dell‟organizzazione finanziaria che si 
registrarono le conseguenze più significative; a tal proposito, infatti, 
fu proprio l‟organizzazione delle grandi compagnie sotto forma di 
“oganizational synthesis” o “amoral history”. Tale impostazione, utilizzando nozioni di 
economia e sociologia, attribuiva all‟innovazione e alla tecnologia un ruolo fondamentale nel 
cambiamento della società americana (GALAMBOS, The Emerging Organizational Synthesis in 
Modern American History, in Bus. Hist. Rev., 1970, n.44, p279-290). Infine, l‟ultima teoria si 
concentrava principalmente sul ruolo che il governo federale avrebbe ricoperto durante tale 
trasformazione. J. W. Hurst (Law and the conditions of Freedom in the Nineteenth century U.S. 
3- 32, 1956), il principale esponente di tale corrente, sosteneva che fosse la struttura legale e 
legislativa, nello specifico le dinamiche contrattuali adottate dal governo, ad incoraggiare il 
passaggio da una realtà prettamente rurale ad una industrializzata. Sebbene le tre teorie 
possano sembrare contraddittorie tra loro, tuttavia esse possono essere viste come l‟evoluzione 
in tre differenti stadi, della medesima problematica. Così E. M. FOX-L. A. SULLIVAN, Cases 
and materials on Antitrust, West Publishing, St. Paul, 1989, p. 23 ss.. 
26 
Stante un generale principio di non intervento nell‟economia da parte del governo federale, 
tuttavia è opportuno rammentare che, sebbene in misura molto ridotta, erano previste dalla 
stessa legislazione federale alcune misure restrittive, soprattutto per quanto riguarda le 
importazioni di merci straniere. A proposito dell‟esaltazione di una politica non interventista in 
economia si veda the Act of oct. 1, 1890 ch. 1244, 26 stat. 567. Inoltre, cfr. J. W. HURST, op. 
cit., il quale alla nota 5, afferma che “the government was not a passive bystander, it actively 
encouraged rapid, economic development”. Proprio la controversa materia delle tariffe, rivestì 
un‟importanza cruciale nel dibattito che precedette l‟approvazione dello Sherman Act. Nello 
specifico, l‟adozione di tariffe protettive su alcune merci nazionali a discapito di quelle 
straniere, fu considerata, sul piano della lesione alla concorrenza, alla stregua dell‟abuso messo 
in atto da parte delle grandi compagnie commerciali. Su tale posizione, ad esempio, si 
attestava un articolo apparso sul New York Times il 7 aprile 1890, p. 4, col. 2, nel quale si 
criticava apertamente lo Sherman Act per non avere esplicitamente predisposto una sezione 
dedicata a tale problematica. A tal proposito, cfr. E.W. KINTNER, Federal Antitrust Law. The 
legislative History of the Sherman Act, in Federal Antitrust Law, vol. 1, Anderson Publishing, 
Cincinnati, 1956, p. 4. 
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Informazioni tesi

  Autore: Sara Rigazio
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Integrazione europea, diritto sportivo e globalizzazione giuridica
Anno: 2009
Docente/Relatore: Agrifoglio Sergio
Istituito da: Università degli Studi di Palermo
Dipartimento: Dipartimento Diritto Provato Generale
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 143

FAQ

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Parole chiave

antitrust
avvocato
procuratore sportivo
professioni
sistema comparatistico
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