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Caratteristiche forestali dei siti di nidificazione di Picchio nero (Dryocopus martius) nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi

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il giglio odorato (Hemerocallis lilio-asphodelus). Dal punto di vista faunistico, queste formazioni 
collocandosi in zone di difficile accesso, forniscono rifugi sicuri per alcune specie di fauna 
selvatica. 
All’esterno dei confini del Parco, nella fascia collinare si trovano il carpineto tipico, il carpineto con 
frassino ed ex-castagneti da frutto che nella maggior parte dei casi contengono anche il carpino 
nero.  
Su forre e depositi alluvionali vegetano gli aceri-tiglieti e gli aceri-frassineti: i primi, essendo più 
termofili, si spingono anche al limite meridionale dei confini del Parco (Val Scura, Valle di 
S.Agapito), mentre gli aceri-frassineti occupano versanti più freschi esposti a Nord.  
 
b) Faggeta 
 
Le faggete sono le formazioni più rappresentative del Parco e sono diffuse in un’ampia fascia 
altitudinale estendendosi da 600 a quasi 1700 metri di quota. Sono anche i boschi che risentono 
maggiormente delle ceduazioni intensive susseguitesi nei secoli. In funzione dell’altitudine si 
incontrano tipi diversi di faggeta, nell’ambito della quale variano anche le specie di sottobosco, che 
hanno generalmente in comune una fioritura precoce ed il temperamento sciafilo, giustificato 
dall’alto grado di copertura offerto in genere da questi boschi.  
La faggeta con carpino nero prevale nella fascia submontana (600-1200 metri) e si trova a contatto 
con gli ostrieti; qui la maggiore o minore presenza di elementi dell’ostrieto può dipendere dalla 
intensità di ceduazione, a seguito della quale le condizioni stazionali si rendono più favorevoli alle 
specie termofile (Del Favero et al, 1990). L’ostrieto, venendo in contatto con aceri-tiglieti, carpineti 
e boschi di forra dà origine rispettivamente alle varianti con tiglio, carpino bianco e tasso. Tra le 
faggete submontane la più caratteristica e diffusa nel Parco è la faggeta pioniera azonale, che si 
trova tra 900 e 1500 metri di altitudine, ed è accompagnata nelle quote più elevate dal larice nello 
strato arboreo e da Rhododendron hirsutum e Salix glabra a livello arbustivo.  
Tra i 1200 ed i 1400 metri di quota vegeta la faggeta montana tipica mesalpica che può somigliare 
alla faggeta dei suoli oligocalcici (Luzulo-Fagetum) quando vegeta in terreni derivanti da rocce 
silicatiche. Nella Val del Grisol e nella conca di Cajada si osserva la faggeta montana con abete 
bianco, che viene a contatto con gli abieteti.  
Tra le faggete altimontane (situate ad un’altitudine compresa tra 1400 e 1600 metri) nel Parco si 
osservano, sia la forma tipica (la più diffusa), sia il tipo a megaforbie e sia quello dei suoli 
decalcificati, che è sporadico ma in espansione in seguito all’abbandono colturale.

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Informazioni tesi

  Autore: Mauro Varaschin
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze Forestali ed Ambientali
  Relatore: cristiana Colpi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 231

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