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Caratteristiche forestali dei siti di nidificazione di Picchio nero (Dryocopus martius) nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi

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Anteprima della tesi: Caratteristiche forestali dei siti di nidificazione di Picchio nero (Dryocopus martius) nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, Pagina 7
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f) Arbusteti 
 
Oltre il limite della vegetazione arborea vegetano gli arbusteti subalpini, la cui composizione varia 
in funzione di fattori stazionali quali esposizione, umidità del suolo e natura delle rocce. Rupi 
calcareo-dolomitiche e conoidi detritici sono i siti colonizzati da densi ed impenetrabili arbusteti di 
pino mugo (Pinus mugo) tra i quali spesso si inseriscono Rhododendron hirsutum, Rhodothamnus 
chamecistus e la Clematis alpina.  
Meno diffuse rispetto alle mughete, le ontanete di ontano verde (Alnus viridis) prosperano su 
versanti umidi esposti a Nord, con substrati fertili e caratteristico sottobosco di megaforbie. 
Nel territorio del Parco sono presenti anche altri tipi di arbusteto di alta quota, come  i rododendreti 
a Rhododendron hirsutum oppure a Rhododendron ferrugineum, i saliceti a Salix appendiculata, a 
Salix glabra oppure a Salix waldsteiniana, localizzati in particolare in versanti esposti a Nord. 
 
g) Formazioni ripariali 
 
Gli ambienti ripariali costituiscono una frazione molto limitata nel territorio del Parco, in quanto la 
maggior parte di essi è situata subito all’esterno dei confini.  
Nella Valle del Mis, nella Valle Imperina e a tratti lungo il corso del torrente Cordevole si può 
incontrare in zone di sponda l’Alnetum incanae, mentre sui greti ghiaiosi si trova il Salicetum 
incano-purpurae, dominato da Salix eleagnos e accompagnato da Populus nigra e Salix purpurea. 
 
2.3 Le aree oggetto di studio 
 
Valle di San Martino 
 
Situata nella zona sud-occidentale del Parco, nel comune di Feltre, la Valle di S. Martino è incisa 
dalle acque del torrente Stien e penetra per circa 3 km all’interno dell’area protetta. In capo ad essa 
si articolano tre valli secondarie che conducono alle quote più elevate delle Vette Feltrine e sono 
percorse da corsi d’acqua di minor grado rispetto al torrente Stien, ma che in certi punti assumono 
una notevole forza. A fondovalle, lungo le aste idriche si sviluppa una vegetazione ripariale a 
predominanza di ontano bianco (Alnus incana) dalla quale si dipartono lungo i versanti laterali 
l’orno-ostrieto tipico e l’orno-ostrieto di forra che in alcune zone arriva fino a circa 1000 metri di 
quota. A contatto con l’orno-ostrieto si incontra la faggeta submontana con ostria che si spinge 
all’interno delle valli laterali e termina quando il terreno diventa più difficile lasciando lo spazio
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Informazioni tesi

  Autore: Mauro Varaschin
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze Forestali ed Ambientali
  Relatore: cristiana Colpi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 231

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